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Da sale da ballo a discoteche. Il docufilm di Piero Torricelli racconta intere generazioni di valdarnesi

Ci siamo chiesti, e molti si sono chiesti in questi mesi, per quale motivo ha avuto un grande successo l’iniziativa organizzata recentemente dallo Spazio Politeama di Montevarchi, che ha consentito agli adolescenti di oggi di ballare anche la domenica pomeriggio. Ce lo siamo chiesti, ma la risposta è scontata. Perchè molti hanno aperto l’album del tempo e fatto un salto all’indietro, ricordando periodi d’oro della giovinezza di tanti adulti di oggi che negli anni 80 e 90 ballavano anche nel pomeriggio festivo per eccellenza, raggiungendo le varie discoteche della zona.

Adesso i locali da ballo sono aperti prevalentemente la sera, ma una volta non era così e molti ragazzi, magari dopo essere usciti dallo stadio per vedere la partita – altro appuntamento irrinunciabile soprattutto a Montevarchi e San Giovanni – si recavano all’Impero, al Fitzcarraldo, al Mulino, per concludere la domenica facendo quattro salti in pista. Altri tempi dirà qualcuno, ma tempi che ci ricordano una fase della vita indimenticabile. Ed è per questo che il docufilm di Piero Torricelli, che racconta il mutamento della dimensione ludico-notturna figlinese nel corso degli ultimi decenni, attraverso i luoghi-simbolo dell’epoca, nella sua prima uscita ha già fatto registrare il sold out.

Sarà infatti proiettato in prima nazionale martedì 16 gennaio, alle 21, al Cinema Teatro Salesiani di Figline, ma non ci sono più posti disponibili e il docufilm, dal titolo “Mulino, New Club 70 e Taotec: dalla sala da ballo alla discoteca”, sarà sicuramente riproposto anche in altre date. Torricelli ha messo insieme nella sua ricerca documenti editi e inediti e le testimonianze dei protagonisti di questo fenomeno. Un lungo percorso, quello dei locali figlinesi, che inizia negli anni ’60 quando sono in auge le sale da ballo e arriva ai giorni nostri, passando per gli anni ’70 e ’80 quando alle discoteche di Figline arriva pubblico da tutta la Toscana e sono protagonisti i migliori dj dell’epoca, con musica all’avanguardia.

Ma il film  è anche uno spaccato sociale e storico, in cui ci si sofferma anche sull’evoluzione di arredamento, abbigliamento, acconciature, mezzi di trasporto, bevande preferite, la musica suonata e ballata. Ma è anche un album di personaggi e aneddoti, di interviste e ricordi. Insomma una serata “amarcord” che riporterà tanti figlinesi e valdarnesi indietro nel tempo. Quegli anni ruggenti sono davvero irripetibili . A parte i tre locali figlinesi,  impossibile dimenticare, andando indietro nel tempo La Casa del Bersagliere e il Boomerang a Montevarchi, l’Impero, altro tempio della musica, il Fitzcarraldo di Terranuova Bracciolini. Hanno rappresentato un momento indimenticabile della vita di moltissimi valdarnesi, che ancora oggi ricordano quel periodo della loro esistenza che non tornerà più, nella quale non esistevano i telefonini, nè tanto meno internet. La sera ci si ritrovava al bar, si andava in birreria e si chiudeva il sabato a ballare. Ma con una differenza rispetto a oggi. Il giorno dopo si faceva il bis e si chiudeva il weekend in una sala da ballo.

L’evento di martedì, che sarà presentato da Stefano Baragli e Roberta Catarzi, ha il patrocinio del Comune di Figline Incisa. È previsto un biglietto d’ingresso di 5 euro: il ricavato della serata verrà devoluto ad Artemisia Centro Antiviolenza APS, impegnato nella lotta alla violenza contro le donne.

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