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I 5 Stelle di San Giovanni sul tempio crematorio: “Siamo stati l’unica forza politica ad essersi opposta al progetto fin da subito”

L’iter amministrativo per la realizzazione del tempio crematorio di San Giovanni rischia di allungarsi per un ricorso al Tar. Lo ha comunicato ieri, in consiglio comunale, il sindaco Valentina Vadi. All’interno del parlamentino il movimento 5 Stelle, attraverso il capogruppo Tommaso Pierazzi, ha presentato un’interrogazione per conoscere la situazione aggiornata. “Ed è proprio nella comunicazione del sindaco che apprendiamo l’ammissione della giunta Vadi a non aver comunicato sufficientemente alla cittadinanza cosa volevano fare – ha detto Pierazzi – Venire a conoscenza del passaggio nella conferenza dei servizi e di un nuovo confronto con la cittadinanza confermano tutte le nostre obiezioni mosse in questi due anni. Sono soddisfatto per questo primo traguardo raggiunto dal movimento 5 Stelle,  unica forza politica sangiovannese ad essersi opposta al progetto da subito. Ma soprattutto mi sento di ringraziare i ragazzi del Comitato Aria Pulita Valdarno che in questi mesi hanno saputo informare correttamente la cittadinanza ed accelerare il “dietro front” dell’amministrazione comunale”.

Pierazzi ha fatto poi la cronistoria di quanto accaduto negli ultimi anni. “Era il 30 maggio 2021 quando facemmo presente per la prima volta le nostre perplessità sulla costruzione del forno crematorio a San Giovanni – ha spiegato –  E lo facemmo presentando un’interrogazione alla giunta Vadi dove si chiedevano alcuni dati tecnici che avrebbero riguardato l’impatto sulla salute dei cittadini una volta fatto avviare l’impianto. Ed è proprio in quella occasione che spiegammo perché fosse inopportuno la costruzione di un impianto così impattante sull’ambiente in un comune di appena 21 kmq. Da allora, in più occasioni, abbiamo suggerito all’amministrazione Pd di incontrare la cittadinanza per erudirla bene sull’argomento, perché i sangiovannesi dovevano fare le giuste valutazioni tra servizio erogato e impatto ambientale, partendo da un presupposto non secondario: la costruzione del forno crematorio non era presente nel programma elettorale dello stesso Partito Democratico del 2019”.

Pierazzi ha sottolineato di non aver alcun nessun pregiudizio sul servizio di cremazione, ma di aver approfondito una valutazione sull’opportunità di procedere in “una città che già subisce produzioni inquinanti dai comuni limitrofi. Nel frattempo – ha proseguito – ci siamo mossi anche attraverso la Regione Toscana. Nel 2022, ben due anni fa, abbiamo depositato una mozione che chiedeva alla giunta Giani di elaborare il piano previsto dalla normativa nazionale, assente fin dal 2001. Secondo la legge nazionale, le Regioni devono elaborare piani regionali di coordinamento per la realizzazione di impianti crematori da parte dei Comuni, considerando la popolazione residente, l’indice di mortalità e i dati statistici sulla preferenza crematoria dei cittadini di ciascun territorio comunale”.

Il capogruppo dei 5 Stelle ha spiegato che ad oggi, in Toscana, funzionano già 12 forni crematori. “Ma i Comuni – ha aggiunto – vengono convinti dalle grandi aziende a costruirne di nuovi promettendo vantaggi economici derivanti da questa industria che si sta sviluppando in maniera incontrollata rispetto ai veri bisogni regionali che dovrebbero tener conto del numero di abitanti, dell’indice di mortalità e dei dati statistici. Purtroppo, in assenza di una pianificazione regionale, la giunta Vadi è andata avanti lo stesso ed ha sottoscritto un accordo con una ditta di Roma per realizzare un tempio che assicurerà alle casse comunali una percentuale consistente. Sarà il 13mo forno crematorio della Toscana! Nel frattempo – ha proseguito Pierazzi –  nel novembre 2023, la nostra azione in Regione ha dato i suoi frutti. La nuova legge regionale ha stabilito una moratoria di 12 mesi per la realizzazione di nuovi impianti crematori nell’intero territorio regionale, in attesa dell’approvazione del primo piano regionale di coordinamento. Durante questo periodo, non sarà permesso costruire nuovi impianti, a meno che i Comuni non abbiano già approvato il progetto di costruzione”.

Ma per i 5 Stelle si tratta di una vittoria a metà, visto che la nuova legge approvata dalla Regione Toscana non può essere impugnata su San Giovanni, in quanto era già stata aggiudicata la procedura di gara per l’affidamento in concessione, mediante finanza di progetto, della progettazione esecutiva, costruzione e gestione del tempio crematorio. Concessione per 32 anni e 6 mesi dalla stipula del contratto, 30 anni dalla data del collaudo per quella della gestione. “Nel frattempo – ha concluso Pierazzi – siamo venuti a conoscenza di un ricorso in atto sulla procedura che ha bloccato tutto l’iter. Ricorso che terminerà con la sentenza del Tar. Sentenza che deciderà le sorti del tempio crematorio”.

 

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