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I genitori degli studenti dell’Isis Valdarno. “I locali nei quali oggi svolgono lezione i ragazzi sono più sicuri di quelli della Marconi”

I genitori degli studenti dell’Isis Valdarno, nello specifico dei ragazzi che frequentano l’IP Marconi, hanno accolto con soddisfazione la decisione assunta dal presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri. In risposta alla richiesta inviata dall’Istituto il 3 gennaio e nel rispetto dell’impegno preso con le famiglie nell’incontro del 20 dicembre, Polcri ha confermato che gli affitti dei locali in uso ai circa 500 studenti dell’Istituto Professionale Marconi presso le sedi San Lorenzo, Bani e centro pastorale “G. Guerra” sono stati provvisoriamente prorogati.

“Pur se questa decisione giunge tardivamente, a soli tre giorni dal rientro in aula, e nonostante non abbia ancora avuto luogo l’incontro che la Provincia si era resa disponibile ad organizzare a fine dello scorso anno per condividere preventivamente con genitori e studenti qualsiasi eventuale azione da intraprendere – hanno sottolineato i genitori – ci sentiamo di ringraziare il presidente per una scelta che tutela i nostri figli ma che, a nostro avviso, evidenzia anche la fondatezza dei nostri timori circa la sicurezza del fabbricato. Ci aspettiamo a questo punto che tutti gli studenti possano concludere l’anno scolastico serenamente, senza ulteriori sorprese, e che la loro attuale collocazione non venga nuovamente messa in discussione da un giorno all’altro, in quanto si tratta dell’unica scelta ammissibile ed accettabile”.

“È indubbio che i locali ad oggi in uso agli studenti dei vari indirizzi, seppur trattasi di soluzioni provvisorie, siano più sicuri e decorosi di quelli che la Provincia ha dichiarato di aver reso nuovamente agibili a partire dall’11 dicembre, con reti di contenzione e puntellature – hanno proseguito i genitori – Chiediamo pertanto alla Provincia di attivarsi per trovare soluzioni definive e di utilizzare i mesi a venire per restituire ai nostri figli una struttura pienamente riqualificata, certi che questa rappresenti l’unica opzione sostenibile anche per le quattro classi che a causa del crollo sono attualmente interdette a qualsiasi impiego e accesso e che la scuola non ha alcuna possibilità logistica di ricollocare negli altri plessi”.

I genitori si sono detti poi consapevoli che per effettuare dei lavori di riqualificazione così importanti non possano essere sufficienti tre mesi di pausa estiva e che rientrare adesso nel plesso Marconi significherebbe condannare gli studenti a rimanere anni in una situazione non decorosa e, a loro avviso, non sicura, in attesa che vengano reperiti i fondi necessari. “Riteniamo pertanto necessario e doveroso che la Provincia si attivi tempestivamente sul territorio per trovare soluzioni alternative che permettano a tutti gli studenti dei percorsi Iefp di utilizzare i macchinari di laboratorio ai quali al momento è impossibile accedere – hanno proseguito – in modo che la validità dell’anno scolastico non venga in nessun modo compromessa. Far rientrare gli studenti in una struttura che non dia piena garanzia di sicurezza, anche a fronte del rischio concreto che non vengano raggiunte le ore necessarie di laboratorio, riteniamo sia un’opzione che non debba in nessun caso essere presa in considerazione”.

“Ci aspettiamo, al contrario, che la Provincia dia la possibilità a tutti gli studenti dell’Istituto Professionale Marconi di concludere questo difficilissimo anno scolastico senza dover scegliere di sacrificare la propria sicurezza per il proprio percorso di formazione”, hanno concluso i genitori.

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