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“In aula, a queste condizioni, non ci torniamo!” Gli studenti delle Marconi alzano la voce

“A queste condizioni in aula non ci torniamo”. Alzano la voce gli studenti del Marconi, in vista del rientro in classe previsto per l’8 gennaio. Il vertice di fine anno tra provincia, istituto e rappresentanti di genitori e alunni per concordare la ripartenza non si è tenuto. Ad oggi, quindi, non ci sono comunicazioni ufficiali su quando e come si farà ritorno all’Ip. “Se dobbiamo tornare in un plesso che somiglia ad un cantiere – spiega Greta Crapanzano, studentessa del professionale – con delle reti contenitive sulla testa messe lì provvisoriamente e senza riscaldamento, allora preferiamo restare dove siamo adesso. Certo, sono sistemazioni di fortuna che ci sacrificano anche a livello di spostamenti, ma almeno ci sentiamo più sicuri. Siamo disponibili ad aspettare perché sappiamo che saranno lavori lunghi e complessi, ma vorremmo rientrare in una scuola totalmente riqualificata”.

L’incontro di fine dicembre sarebbe servito anche a valutare il rinnovo degli affitti per i locali che attualmente ospitano gli studenti, ovvero il centro pastorale Guido Guerra, San Lorenzo e Bani. «Tale incontro – spiega la Consulta dei genitori dell’Isis Valdarno – ad oggi non è stato ancora convocato, nonostante gli affitti, per quanto sappiamo, siano scaduti il 31 dicembre, né abbiamo informazioni circa il possibile rientro scaglionato degli studenti». Pare tutto in alto mare a soli sei giorni dalla data fatidica. Genitori e studenti sottolineano inoltre che l’ultimo incontro avuto in provincia non li ha proprio soddisfatti. «Diversamente da quanto riportato dai media, abbiamo assistito a molte promesse». I genitori hanno chiesto una perizia aggiuntiva sulle parti strutturali dell’immobile. «Polcri – raccontano – nonostante le contestazioni che citavano una certificazione di agibilità del 1989, ha più volte confermato che la struttura è sicura e non c’è necessità di alcuna perizia strutturale aggiuntiva, esortando di conseguenza gli studenti a non temere di rientrare nel plesso. La relazione sulle condizioni di sicurezza dell’Ip specifica che, ai sensi della legge 65 del 2014 non si sono verificate condizioni tali da richiedere una nuova agibilità.

Pertanto la certificazione di agibilità ed idoneità igienico-sanitaria e il collaudo del 1989 fungono da attestazione dell’attuale stabilità strutturale del fabbricato». I genitori hanno però ribadito che a fronte di un crollo è doveroso, secondo loro, richiedere una nuova certificazione. Muro contro muro, insomma, anche se il presidente della Provincia si è reso disponibile, entro la durata del suo incarico, a lavorare ad un progetto di riqualificazione dei locali. In caso i lavori dovessero risultare eccessivamente onerosi, dovrà essere valutata, insieme al Comune di San Giovanni, la costruzione di una nuova scuola. Oggi partono i lavori alla pavimentazione, che dovrebbero terminare entro lunedì. Ma resta ancora un grosso punto interrogativo su come evolverà il caso. La settimana in corso sarà decisiva per capire quale sarà il futuro di studenti, docenti e personale scolastico.

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