“Se puoi sognarlo, puoi farlo”. A Terranuova la lezione di vita di prof e studente

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«Se puoi sognarlo, puoi farlo» è una celebre frase attribuita a Walt Disney. Incoraggia a credere in sé stessi e ad inseguire i propri desideri. C’è una storia che calza a pennello a questo aforisma, una storia che va oltre le barriere e ci insegna che nella vita tutto è possibile. Siamo alla scuola secondaria di primo grado di Terranuova Bracciolini, che fa parte dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII. Nella II C è l’ora di letteratura italiana e in cattedra c’è il professor Lorenzo Puopolo, che interroga i ragazzi sul XXVI canto dell’Inferno dantesco, quello in cui Ulisse sprona i compagni a superare le Colonne d’Ercole. Ad aiutarlo nella correzione orale, tra una terzina e l’altra, c’è Pietro Grifoni, studente al quarto anno dei Licei Giovanni da San Giovanni che sta svolgendo un periodo di formazione scuola-lavoro. Lorenzo e Pietro, tutor e tirocinante, hanno entrambi una disabilità motoria. Ma Lorenzo è lì presente proprio per dimostrare a Pietro che un ostacolo fisico non potrà mandare in frantumi il suo sogno di insegnare. Perché come dice il prof, «la disabilità è solo una percezione».

 

 

A margine della lezione, il giovane sangiovannese si racconta, mostrando un grande entusiasmo per l’esperienza che ha vissuto. «Ho tratto pieno giovamento dal percorso di alternanza scuola-lavoro – dice – anche per il mio bisogno di auto-realizzazione, perché vorrei insegnare scienze umane, filosofia e storia alle superiori. Nell’ambiente scolastico mi sento a mio agio, ma non è sempre stato così. Alle elementari, per esempio, ho fatto parte di un programma differenziato rispetto alla classe perché non sapevano come rapportarsi alla mia condizione. Alle medie tutto è cambiato e oggi sono molto felice perché studio sullo stesso materiale didattico dei miei compagni». Pietro racconta di essere affetto da una diplegia spastica, una paralisi cerebrale infantile occorsa al momento della nascita.Lo studente ha inoltre scritto due libri – il primo a soli 9 anni – e un terzo è in via di pubblicazione, tutti pensati per i bambini. Il protagonista è Ludovico, un vampiro che non sa volare, in cui Pietro si identifica raccontando in maniera romanzata alcuni episodi della sua quotidianità. «Io sono uguale agli altri, anche se all’apparenza si è portati a pensare diversamente» conclude. Anche la famiglia ha seguito con grande emozione e interesse il percorso del figlio, che ha trovato nel professor Puopolo un punto di riferimento fondamentale. «Il professore – ha affermato Ilaria, madre di Pietro – è un esempio importante per nostro figlio, perché dimostra, condividendo le stesse difficoltà, che può realizzare il sogno di diventare un insegnante. È stata una vera e propria esperienza di vita che lo ha arricchito e devo ringraziare la professoressa Irene Berlingozzi, che questo progetto lo ha pensato e portato avanti».

Gli occhi di Puopolo brillano quando parla dell’attività di tutoraggio. Rivede in Pietro quel giovane che un tempo si è dovuto fare strada per diventare docente di Lettere abbattendo barriere fis iche e psicologiche. «Voglio ricordare – ha spiegato – che un disabile non solo ha il diritto di realizzarsi, ma anche di farlo in modo che il suo lavoro contribuisca ad accrescere la società. Un domani voglio essere ricordato dagli studenti per le mie qualità, non per la mia disabilità». Tutto l’istituto è stato coinvolto in questa esperienza di crescita e Pietro ha potuto partecipare alla mensa in quanto attività didattica, nonostante non sia prevista per i Pcto (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). «Per questo ringrazio l’assessore Sara Grifoni – ha aggiunto Puopolo – che ha capito benissimo la nostra esigenza e che ha dato a Pietro la possibilità di frequentarla».

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