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Un ricorso al Tar potrebbe bloccare l’iter amministrativo del tempio crematorio a San Giovanni. L’annuncio del sindaco

C’ è un ricorso al Tar che potrebbe allungare l’iter amministrativo per la realizzazione in finanza di progetto del tempio crematorio a San Giovanni. Lo ha annunciato, ieri mattina, in consiglio comunale a San Giovanni, il sindaco Valentina Vadi, durante una comunicazione fatta a tutti consiglieri. Il primo cittadino ha incontrato, venerdì scorso, il comitato “Aria Pulita Valdarno”, che ha raccolto 500 firme per dire no alla nuova struttura e ha illustrato loro la situazione in essere. “La gara pubblica – ha spiegato – si è conclusa in data 11 dicembre 2023 con l’individuazione di un soggetto aggiudicatario del Project”. Si tratta di un’azienda romana. “Ma il 10 gennaio scorso – ha aggiunto –  è stato protocollato un ricorso al Tar della Toscana da parte dell’altra società concorrente della gara pubblica e giovedì 25 gennaio (domani n.d.r.) il Tribunale Amministrativo Regionale si pronuncerà sulla sospensiva o meno della gara”. In pratica si deciderà se annullarla oppure no.

In caso di annullamento si aprirebbero altri scenari e, soprattutto, i tempi si allungherebbero. “La situazione, quindi, è al momento sospesa – ha continuato Vadi – Mi preme però ricordare, e l’ho precisato anche al comitato, che la gara pubblica giudica un progetto, ma non concede l’autorizzazione al funzionamento dell’impianto, che sarà dato, nel caso in cui la procedura vada avanti, soltanto attraverso una conferenza dei servizi che avrà all’interno Arpat e Asl. Questo aspetto deve essere chiaro a tutti. Il tempio sarà costruito solo a seguito di una autorizzazione rilasciata dopo la conferenza dei servizi”. Riguardo la richiesta di un consiglio comunale aperto, il sindaco di San Giovanni ha rimandato tutto al momento in cui ci sarà la prununcia del Tar. “Mi riservo di sottoporre tutta la questione ad un serrato dibattito pubblico a cui tutti i cittadini potranno partecipare e prenderemo una decisione su questo progetto. Del resto – ha sottolineato – in questo comune siamo abbastanza esperti di dibattiti pubblici, dato che abbiamo seguito questo percorso anche per la discarica di Podere Rota”. Vadi ha poi concluso con una affermazione perentoria. “Al termine di questo confronto con la popolazione, se emergerà che la cittadinanza sangiovannese non vuole questo tempio crematorio, l’opera non sarà fatta”.

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