Cerca
Close this search box.

Una comunità si mobilita per restaurare un dipinto. La bella storia arriva da Moncioni

Un’intera comunità si mobilita e riporta all’antico splendore una preziosa opera d’arte diventata simbolo dell’identità del paese. Sarà inaugurato sabato 1° giugno, alle 17, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Moncioni, la frazione di Montevarchi, il restauro del quadro del ‘600 l’Assunzione della Vergine e Santi Giovanni Evangelista, Giacomo, Lorenzo e Cristina, riconducibile alla bottega di Michelangelo Vestrucci, noto pittore montevarchino vissuto tra la seconda metà del XVI secolo e la prima del XVII. Il grande dipinto, di oltre 3 metri per 2,20, è ancora nel laboratorio della restauratrice Stefania Bracci e della stagista Emma Gironi che dallo scorso novembre si occupano di una cura certosina, giunta ormai alle fasi conclusive e resa possibile dal contributo essenziale della Fondazione CR Firenze e degli stessi moncionesi. E proprio l’affetto collettivo per un’opera considerata patrimonio comune è evidenziato dal rappresentante della parrocchia Fabio Burzi che ha spiegato come l’idea di restaurare il quadro seicentesco sia nata dalla ferrea volontà della gente del borgo collinare.

 

 

«Abbiamo partecipato al bando della Fondazione CR, senza però risultare in una prima fase tra i selezionati. Ma non ci siamo arresi e l’anno successivo abbiamo ripresentato l’istanza ottenendo il finanziamento di 10 mila euro. Ne mancavano altri 6 mila e gli abitanti non si sono tirati indietro pur di raggiungere l’obiettivo di recuperare una tela che racconta la devozione di un popolo per la Vergine, San Lorenzo, il patrono di Montevarchi, e Santa Cristina». Quanto al restauro, è stata un’operazione complessa, ha affermato Stefania Bracci, «fin dal trasporto per le dimensioni del quadro così imponenti. Siamo partite dalla messa in sicurezza, ricomponendo i tagli e le rotture, con l’inevitabile rintelatura realizzata con metodo tradizionale fiorentino. In seguito ci siamo concentrate sulla ripulitura che ha riservato delle sorprese». Particolari inediti, coperti da tre strati di pittura accumulati nel tempo e che grazie all’intervento, ha proseguito Emma Gironi, «cattureranno l’emozione di chi ammirerà l’opera per la prima volta o la riscoprirà». Nei giorni scorsi è stata completata la stuccatura «eseguita sulle lacune a base di gesso e colla animale – ha ripreso la curatrice del recupero – a imitazione della superficie circostante.

L’ultimo passaggio è stato il restauro pittorico concordato con la direzione dei lavori, affidata alla dottoressa Jane Donnini della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo». Già mercoledì prossimo l’Assunzione tornerà nella sua collocazione naturale in attesa della festa nella chiesa parrocchiale alla presenza del Vescovo Andrea Migliavacca, del direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Arezzo Serena Nocentini, di altre personalità e, naturalmente, di tutti i residenti di Moncioni. «La soddisfazione più grande – hanno concluso le restauratrici – è il coinvolgimento affettivo di una popolazione che ama il suo territorio, le sue radici e la storia».

Articoli correlati