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Addio Schnellinger, leggenda rossonera

Il “tackle” in scivolata il suo marchio di fabbrica quando con la sua pannocchia di capelli biondissimi puntava l’avversario di turno rubandogli il tempo e quasi sempre anche la palla. Se ne è andato a 85 anni anche Karl Heinz “Carletto” Schnellinger, bandiera del Milan di Rocco ed anche della nazionale tedesca con due partecipazioni ai mondiali. Quando nella storica semifinale dell’Azteca in Messico fu proprio lui a colpire la difesa azzurra e a mandare la partita ai tempi supplementari fu davvero un…colpo al cuore per tutti noi italiani e milanisti. Fu anche la sua unica rete segnata in 47 partite giocate con la nazionale “bianca”, ma anche una segnatura storica,  propedeutica per il proseguo irripetibile e magico della partita stessa…

 

 

Terzino sinistro anche arcigno, seppe poi inventarsi con successo anche al centro della difesa e nel ruolo di “libero”, come usava allora in quel calcio della nostra giovinezza. Aveva giocato anche con il Colonia, il Mantova e la Roma, ma le sue 222 presenze in rossonero rimangono nella storia del club. A fine carriera rimase a Milano occupandosi con successo nel settore della ristorazione. Cudicini, Anquilletti, Schnellinger, Rosato, Malatrasi e Trapattoni; Hamrin, Lodetti, Sormani, Rivera e Prati è stata la nostra dolcissima litania di ragazzi innamorati di quella maglia e di quella squadra. Ciao Carletto.

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