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Figline Incisa, ancora polemiche fra il Psi ed Enrico Buoncompagni. I socialisti oggi rispondono al candidato sindaco

Il segretario PSI di Figline Incisa Umberto Ciucchi

Continua il botta e risposta fra il Psi di Figline Incisa e il candidato sindaco Enrico Buoncompagni. Interviene oggi con una nota il Partito Socialista che commenta quanto dichiarato ieri  da Buoncompagni. “Non ci sono molte parole da spendere- scive il Psi-. In realtà, al di la della riproposizione, della ‘freschezza della civicità’ e della necessità di rigenerare per Figline Incisa, tramite la loro ‘giovinezza’, una ‘primavera di bellezza’ superando in tutto ciò, perfino il candidato Pittori, che ne pretende giustamente il copyright, ha scantonato la risposta al punto politico volta a fugare ogni dubbio sulla coerenza del suo percorso e sulla sua affidabilità politica. La storia del signor Buoncompagni è nota: nasce con Raspini e non risulta che si sia mai opposto alla proposta di apparentare le sue liste con la Mugnai. Anzi, pur non figurando fra gli eletti, Raspini se lo trascinò subito dietro come Assessore e, quando lasciò, non esitò ad indicarlo al suo posto come Vicesindaco, ruolo che ha conservato con ossequienza nei 4 anni successivi.”

Il punto politico che il Psi gli ha posto- continua la nota dei socialisti -avrebbe imposto una doverosa risposta da parte dell’interessato che non è arrivata facendo cadere un alone di poca trasparenza nel rapporto con i cittadini che intende rappresentare. Buoncompagni ha aspettato fino all’ultimo la chiamata del PD per essere promosso candidato sindaco e quando ha capito che sarebbe dovuto almeno, passare al vaglio delle ‘primarie di coalizione’ ha chiesto a quanti che fino ad allora lo avevano sostenuto in consiglio comunale di continuare a farlo fino a fine consiliatura. Dopodichè, si sarebbe dovuti uscire tutti dalla coalizione di centrosinistra e accompagnarlo nella sua cavalcata solitaria al perseguimento del suo ‘status simbol’. Questa è la verità dei fatti e da qui passa la differenza fra quanti hanno una visione etica della politica e chi la utilizza come ascensore sociale. In relazione al programma elettorale il suo ‘coraggio’ nelle proposte non è altro che un patto di menzogna verso il suo elettorato, perché, come ormai ripetuto più volte (non c’è peggio sordo di chi non vuol sentire) è palesemente irrealizzabile e non per questioni legate ad un nobile sentimento quale il ‘coraggio’, ma piuttosto a normative e burocrazia, cose che lui, da legale qual’è dovrebbe ben conoscere. Infine e qui concludiamo, perché tanto era dovuto- termina il comunicato del Psi-  anche noi crediamo fortemente che le persone alla fine sappiamo riconoscere un ‘fake’ e dentro a quell’urna ci auguriamo che coscientemente faranno giustizia.”

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