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Tittia riporta il Palio nel Nicchio dopo 28 anni, ma ci sono tante cose da rivedere e di più…

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Dopo 28 anni il Nicchio è tornato a vincere il Palio con il capitano Giustarini, protagonista nel 1998, e il solito Giovanni Atzeni alla tredicesima vittoria, montando Stavolta Anda e Bola, seconda vittoria in piazza. Ma diciamocelo subito, a scanso di equivoci: così non si può andare avanti, perché una mossa di un’ora è deleteria per la salute dei cavalli (e si è visto) e perché dà la possibilità al miglior fantino fuori e dentro la piazza di impostare la mossa stessa quasi a… piacimento.

 

 

Come a luglio con l’Aquila, Tittia è schizzato via dal canape e ha vinto nuovamente con la… sigaretta in bocca, facendo corsa di testa dall’inizio alla fine. Giallo poi dopo il bandierino, con una pesante caduta sia del cavallo che del fantino del Nicchio, travolti da alcuni contradaioli. Mossiere Bincoletti totalmente inadeguato nel gestire i cavalli al canape, impossibile, per esempio, dopo due minuti scarsi, già richiamare fuori i cavalli. E i Palii di Tittia finiscono inevitabilmente per essere oggi scontati e perfetti, al di là della bravura e della pulizia di corsa del re della piazza.

Troppo scontati, e forse qualcosa bisogna adesso fare al di là, mi ripeto, del valore e dei tanti meriti di Atzeni, perché la corsa recuperi i veri valori e le antiche incertezze. Per esempio, butto là, si potrebbe togliere potere a chi è di rincorsa, limitando così al massimo i si dice e tutto il resto che ne conseguono. Ed è comunque ora festa grande ai Pispini dopo il lungo digiuno, adesso la cuffia passa alla Chiocciola. Che prenota il prossimo Palio, magari con lo stesso Tittia…

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