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Addio a Pierluigi Righi, anima del Museo della Civiltà Contadina di Gaville

Pierluigi Righi se n’è andato. Una perdita dolorosa per la comunità valdarnese, in particolare per quella di Figline Incisa Valdarno. Era infatti l’anima del Museo della Civiltà Contadina di Gaville, un fiore all’occhiello, visitato ogni anno da moltissime persone provenienti anche da fuori regione. Righi era riuscito ad animare la piccola frazione del comune figlinese con tante iniziative, valorizzando antiche tradizioni. La notizia della sua scomparsa è stata resa nota questa sera dalla stessa associazione. “Pierluigi Righi, fondatore e animatore appassionato del nostro museo ci ha lasciati. Una perdita dolorosa di una persona che ha fatto tanto per il museo e per tutta la frazione di Gaville”, hanno detto i volontari.
Nel 2016 gli era stato conferito dal Comune di Figline Incisa Valdarno il premio “Bambagella”, la massima onorificenza della città. Nato a Figline Valdarno il 28 Giugno 1943, registrato in Comune come Piero ma battezzato come Pierluigi, Righi era l’ultimo di una numerosa famiglia di coltivatori diretti il cui “capoccio” era soprannominato Rabino, personaggio molto noto nel contado di Gaville, il paese dove la famiglia Righi viveva. Terminati gli studi, si rivelò un prezioso organizzatore di attività ricreative e culturali per la frazione sotto la guida di Don Luigi Savelli.
Proseguì questa sua instancabile attività anche una volta entrato nel mondo del lavoro come dipendente della Società Autostrade dal 1969 al 1995. Da ricordare l’attività svolta a favore della squadra di calcio di Gaville, l’idea della “Mostra dei Presepi”, appuntamento durato diversi anni e il servizio di tanti anni alla Chiesa Parrocchiale di San Romolo.
E’ però nel 1974 che assieme ad altri gavillesi e figlinesi, tra i quali i compianti Giovanni Ariano e Carlo Sabatti, fondò a Gaville il “Museo della Civiltà Contadina”, avendo l’intuizione di cominciare a raccogliere materiali, testimonianze, attrezzi, macchine che venivano abbandonati durante lo spopolamento rapido ed incessante delle campagne che era purtroppo in corso. Una instancabile attività e la collaborazione di molte persone portò il “Museo” a passare, nel corso di oltre 40 anni di età, da poco più di 200 ad oltre 6000 pezzi esposti nei locali attigui alla Pieve di Gaville e a disposizione di gite, scuole, visitatori di tutto il valdarno e non solo.
Il “Museo” crebbe nel tempo in popolarità grazie anche all’idea della “Festa dei Limoni”, concorso primaverile tra coltivatori che richiamò per molti anni visitatori da tutta la Toscana, e della “Festa del Panello dell’uva”, appuntamento autunnale con cibi e alimenti tradizionali. Fin da subito Pierluigi Righi avviò anche una serie di contatti con personalità del mondo della cultura e della ricerca e con altre realtà museali similari in tutta Italia: il frutto di questo lavoro fu il gemellaggio con oltre 40 tra Musei ed Associazioni operanti nel settore della tradizione e della Civiltà Contadina, tra i quali anche un museo all’estero, il Museo di Ambierle in Francia.
Nel 1998 nacque l’Associazione Culturale “Museo della Civiltà Contadina di Gaville” con lo scopo di gestire e mantenere la collezione di attrezzi e memorie.
Nel 2012 il Museo diventò la “Casa della Civiltà Contadina”, non come ricordo di bei tempi andati, ma come memoria delle origini della nostra società, della comunità. Nel tempo Gaville è diventata una meta di visitatori non solo per la bellissima Pieve millenaria ed il bellissimo paesaggio agricolo toscano che la circonda, ma anche per la Casa della Civiltà Contadina con i suoi ambienti e le sue suggestioni. Righi ne è stata l’anima.

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