Un’auto incendiata nei pressi del ponte di Rimaggio, alberi abbattuti e lasciati sulla carreggiata, bancali di legno dati alle fiamme per bloccare la strada e ostacolare l’arrivo delle forze dell’ordine. È lo scenario che si sono trovati davanti gli automobilisti nelle prime ore del mattino lungo la Sr69, tra Poggio Bagnoli e Ponticino, nel comune di Laterina Pergine Valdarno, dove nella notte una banda organizzata ha tentato di mettere a segno un assalto al caveau della Fratelli Chini Srl, azienda specializzata nella lavorazione di metalli preziosi. Il colpo è fallito e otto persone, tutte di nazionalità rumena, sono state arrestate. I presunti responsabili sono stati rintracciati all’uscita del casello autostradale Valdarno grazie all’intervento dei Carabinieri, con il supporto della Polizia di Stato e del 4° Elinucleo di Pisa. Un’operazione che ha consentito di fermare il gruppo dopo una notte caratterizzata da ostacoli disseminati sulla viabilità e mezzi utilizzati per tentare di introdursi nell’azienda.
L’allarme è scattato intorno alle 4 del mattino, quando sono intervenuti gli addetti alla vigilanza e i militari dell’Arma. Secondo la ricostruzione, il commando aveva predisposto una serie di blocchi lungo la strada per rallentare o impedire l’arrivo delle pattuglie e assicurarsi una possibile via di fuga. Sulla carreggiata era stato fatto cadere un albero reciso, mentre due veicoli rubati poco prima alla vicina azienda ITAC Spa erano stati incendiati. Altri bancali di legno erano stati dati alle fiamme, contribuendo a rendere difficoltoso il transito. Una delle auto incendiate sarebbe stata abbandonata nei pressi del ponte di Rimaggio. Un terzo mezzo, sottratto a una società che si occupa di gas tecnici per uso industriale e alimentare, sarebbe stato invece utilizzato come ariete per sfondare il cancello d’ingresso della Fratelli Chini. L’azienda di Laterina Pergine era già finita in passato nel mirino di bande organizzate. Anche questa volta l’obiettivo sarebbe stato il caveau, ma il piano non è andato a buon fine e i malviventi non sono riusciti a portare via alcun bottino.

Le ricerche sono scattate immediatamente con l’impiego delle pattuglie delle Compagnie dei Carabinieri di Arezzo e San Giovanni Valdarno. Alle operazioni hanno collaborato gli agenti della Polizia Stradale di Battifolle, impegnati lungo la tratta aretina dell’autostrada A1. Il dispositivo predisposto dopo l’allarme ha permesso di avviare le ricerche nelle aree circostanti e di individuare gli otto sospettati all’uscita del casello Valdarno, grazie anche al supporto del 4° Elinucleo di Pisa. Secondo quanto riferito dall’Arma, il gruppo aveva ancora con sé parte degli arnesi che sarebbero stati utilizzati per l’assalto. Per tutti e otto è scattato l’arresto. La Procura della Repubblica di Arezzo coordina ora ulteriori accertamenti per verificare eventuali collegamenti con altri furti o tentativi di colpo ai danni delle aziende del distretto orafo aretino.

Sull’episodio è intervenuto anche il prefetto di Arezzo, che ha espresso il proprio plauso e ringraziamento all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia di Stato per la professionalità, la tempestività e la capacità operativa dimostrate. Per il rappresentante del Governo sul territorio, il fallimento dell’assalto conferma l’efficacia del sistema di prevenzione e contrasto predisposto nella provincia. Il prefetto sottolinea in particolare che si tratta del secondo grave tentativo di furto ai danni del distretto orafo aretino non andato a segno grazie alla combinazione tra le misure di sicurezza adottate dalle aziende e il pronto intervento delle forze dell’ordine. «L’episodio conferma come il sistema di prevenzione e contrasto predisposto sul territorio provinciale stia dimostrando la propria efficacia», evidenzia il prefetto, richiamando due elementi determinanti: da una parte il livello delle misure di sicurezza passiva installate dalle imprese, dall’altra la rapidità e la qualità dell’intervento degli operatori. Un risultato che, secondo la Prefettura, è anche il frutto dell’attività di coordinamento istituzionale sviluppata negli ultimi anni e dell’attenzione costante riservata alla tutela del distretto orafo, una realtà produttiva strategica per l’economia della provincia di Arezzo.

Da qui l’appello alle aziende del comparto affinché proseguano negli investimenti destinati a rafforzare la protezione delle proprie strutture. L’invito riguarda in particolare i sistemi di sicurezza degli edifici, dei perimetri aziendali e dei caveau, da aggiornare per contrastare anche le azioni di gruppi criminali particolarmente organizzati. «L’esperienza maturata dimostra, infatti, che la capacità di resistenza delle infrastrutture di sicurezza aziendale, unita alla rapidità di attivazione degli allarmi e all’immediato intervento delle Forze dell’ordine, rappresenta un elemento determinante per impedire il compimento di azioni delittuose anche da parte di gruppi criminali particolarmente organizzati», si legge nella nota della Prefettura. Il prefetto ha infine rinnovato il proprio apprezzamento a tutti gli operatori impegnati nelle attività di prevenzione e repressione dei reati, confermando la massima attenzione della Prefettura nel mantenere elevati i livelli di vigilanza e coordinamento a tutela delle imprese e dei cittadini della provincia di Arezzo.
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