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Tentata rapina alla stazione di servizio del Matassino. Rintracciati e arrestati due giovani

La vicenda risale al febbraio scorso, quando tre persone tentarono una rapina ad un distributore di benzina del Matassino, a Figline. Il gestore, però, non si fece intimorire, reagì e rischiando anche la vita, mise in fuga i tre giovani. Già, perché di tre giovani si trattava, uno dei quali, un minorenne di 17 anni, fu rintracciato poco dopo. Le indagini portate avanti in questi mesi hanno consentito di scovare e arrestare anche i due complici, due valdarnesi di 22 e 31 anni.
L’operazione è scattata questa mattina, alle prime luci dell’alba, quando i militari della Compagnia Carabinieri di Figline Valdarno hanno dato esecuzione nei confronti dei due italiani ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare, emessa dal Tribunale di Firenze, nella persona del Giudice Fabio Frangini, su richiesta della Procura di Firenze.
Il G.I.P., nel redigere il dispositivo, ha concordato con quanto ricostruito in questi mesi dai militari dell’Arma, addebitando ai due valdarnesi una serie di condotte illecite, eseguite in concorso con il minorenne già rintracciato nei mesi scorsi. Nello specifico dovranno rispondere di tentata rapina aggravata ai danni del titolare del distributore di carburanti; di detenzione e porto illegittimi di una pistola calibro 22; di lesioni personali gravi causate dal 22enne, che colpiva il benzinaio, prima col calcio della pistola e poi esplodendo un proiettile che attingeva il suo piede sinistro; di ricettazione della pistola calibro 22 detenuta, risultata provento di furto.
L’indagine, condotta anche con ausili tecnici, ha permesso di ricostruire con esattezza come avvenne la tentata rapina. La sera del 1° febbraio i tre, a bordo di un’Alfa Romeo 147, i tre si recarono in località Matassino a Figline e Incisa Valdarno, per raggiungere una stazione di servizio. Mentre facevano rifornimento, due di loro scesero dalla vettura per vedere se il gestore si trovava da solo nel gabbiotto. Da li la tentata rapina, con il tentativo di rubare l’incasso della giornata, le minacce al titolare e l’aggressione al benzinaio, colpito con il calcio della pistola. La reazione dell’uomo fece però saltare il colpo e i tre si dettero alla fuga, recandosi in un bar di Terranuova, dove passarono la serata come se niente fosse. Purtroppo per loro, il gestore della pompa di benzina aveva riconosciuto il minorenne, che fu rintracciato qualche ora dopo, confessando poi agli inquirenti il reato, ma omettendo di fornire altri dettagli per favorire i suoi complici.
Oltre al ritrovamento della pistola, una Ruger “New Model Single Six” cal.22/54 perfettamente funzionante ed occultata in un campo a Reggello, in località Pian di Rona, in seguito alle risultanze tecniche ed ai video di sorveglianza acquisiti, un arguto espediente congegnato dalle forze dell’ordine ha permesso di ricavare prove inconfutabili sulla bontà delle ipotesi investigative avanzate: dopo aver installato una microspia a bordo dell’auto di uno degli indagati, infatti, i militari hanno lasciato uno scritto anonimo facente riferimento alle responsabilità penali dei tre ragazzi in merito alla rapina. Questo stratagemma ha permesso di acclarare, in seguito alle intercettazioni, l’esatta dinamica dei fatti, con le precise responsabilità.
Il giudice ha, quindi deciso di agire, ritenendo però di fare un distinguo sul tipo di misura cautelare da adottare: più grave (carcere) per l’autore materiale, già gravato da diversi precedenti penali, e più attenuata (arresti domiciliari) per l’autista/palo.
Nelle prime ore di stamani quindi, i militari, coadiuvati da personale della Compagnie CC di Livorno e Riccione, città dove i due indagati si erano trasferiti per lavoro, li hanno catturati, traendoli in arresto e, al termine delle formalità di rito, hanno associato il 22enne presso il carcere livornese de “Le Sughere” , mentre hanno sottoposto il 31enne agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Cavriglia.

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