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Quel filo che lega le vicende di Fimer e Abb…

Le due vicende non sono paragonabili, ma c’è un filo che lega Fimer e Abb. La preoccupazione dei lavoratori e l’attesa. In casa Fimer si aspetta la relazione dei commissari e si attende un tavolo sede ministeriale. In casa Abb un incontro con i vertici e le istituzioni per affrontare il tema dei contratti in scadenza dei lavoratori. E’ un autunno caldo per due delle più importanti aziende della vallata. Ma mentre i dipendenti dello stabilimento
di Terranuova vivono questa situazione ormai da due anni, quelli che lavorano a San Giovanni sono in fibrillazione «solo» da qualche mese.

E’ di qualche giorno fa lo sciopero davanti al sito produttivo di Abb, in zona Sant’Andrea. Nessuna reazione, al momento, alla manifestazione e soprattutto all’incontro richiesto, che non è stato ancora fissato. I sindacati sono in attesa e hanno ricordato gli esiti dell’ultimo faccia a faccia con l’azienda, che ha manifestato una situazione di crisi legata ad una flessione in negativo degli ordinativi. Per cui il gruppo ha annunciato che porterà avanti un piano che avrà un impatto sull’occupazione.

E’ stata infatti annunciata una rescissione di tutti i contratti di somministrazione. Parliamo di 150 persone e la prima settimana di novembre si saprà se questa riorganizzazione avrà un impatto anche
per i dipendenti diretti. La proposta dei sindacati è chiara. «Siccome si parla di una crisintemporanea, la cosa più logica
è quella di potenziare gli ammortizzatori sociali». Una proposta che al momento non ha avuto alcuna risposta.

Il caso della Fimer è diverso. I commissari che si sono insediati hanno trenta giorni di tempo per stilare la relazione e stabilire se ci sono i presupposti per l’amministrazione straordinaria. Una decisione che, poi, sarà presa dal Tribunale. Nel frattempo Fiom, Fim e Uil a livello nazionale hanno inviato una richiesta per un tavolo al Ministero. Ma anche in questo caso tutto tace. Nel frattempo, la prossima settimana potrebbero essere attivati gli ammortizzatori sociali per i dipendenti dello stabilimento di Terranuova, nella prospettiva di una flessione del lavoro. Gli ultimi sviluppi sono noti. L’11 ottobre scorso il Tribunale di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza per l’azienda specializzata in produzione di oggetti per fotovoltaico, per
la quale era stata trovata lo scorso agosto un’intesa con il fondo inglese Mclaren Applied Greybull, piano bocciato dallo stesso Tribunale. Dunque adesso Fimer è passata in amministrazione controllata con tre commissari, Maurizio Ascione Ciccarelli, Eugenio D’Amico e Gerardo Losito, che avranno il compito di gestire l’azienda e trovare una soluzione alla vertenza.

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