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Castelfranco di Sopra: in attesa del Presepe vivente va in scena la Natività delle associazioni del paese

di Franco Giunti

Quella tra Castelfranco di Sopra e i presepi è una storia d’amore che va avanti da tempo. Il paese è infatti noto per il Presepe vivente, con cadenza biennale, che quest’anno si svolge il 25 dicembre, giorno di Natale, interpretato da un’ottantina di giovani e adulti e il 6 gennaio, giorno dell’ Epifania, da altrettanti ragazzi del paese.Si tratta di una realtà religiosa e culturale che vive e riscuote sempre maggiori consensi da trentasei anni, essendo nata nel 1977 per volontà dell’allora parroco monsignor Sergio Boffici e di un gruppo di giovani di Azione Cattolica. La qualità e il realismo della rappresentazione sono assicurate da un’ accorta regia e cura dei costumi, dei personaggi, delle musiche e delle letture. L’area presepiale, nella complessità dell’organizzazione, occupa l’intero piano antistante la millenaria Abbazia di San Salvatore a Soffena.


Quest’anno, però, si è aggiunto un altro presepe, questa volta di piccole dimensioni ed è visibile nel sagrato della chiesa parrocchiale di San Tommaso. Per iniziativa degli scout adulti (Masci) del paese il presepe è stato realizzato con l’ adesione di tutte le associazioni di Castelfranco di Sopra. I vari personaggi della rappresentazione plastica della Nascita di Gesù sono le stesse associazioni con le loro caratteristiche e le loro sigle, collocate nel territorio castelfranchese caratterizzato dalle balze e dalla torre Campana. La capanna, che raffigura la natività, è il faro che guida la comunità, rappresentata appunto dalle associazioni, indicando a tutte sani e giusti ideali da perseguire attraverso l’ unità, la solidarietà e la fratellanza. Un presepe quindi caratteristico, ricco di significato, che vale la pena di visitare semmai insieme alle due rappresentazioni del Presepe vivente.

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