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Via libera al nuovo piano operativo del Comune di Castelfranco Piandiscò

L’ultima seduta del consiglio comunale di Castelfranco Piandiscò, che si è tenuta il 28 luglio scorso, ha adottato il nuovo piano operativo del comune dell’altopiano e portato in riadozione il piano strutturale.
Come ha ricordato del suo intervento l’assessore all’ubanistica Caterina Galli, il governo cittadino stava lavorando da tempo alla redazione dei nuovi strumenti urbanistici, la cui stesura era iniziata con la precedente amministrazione. Ed è stato un lavoro di non facile realizzazione.

“Questo piano – ha aggiunto Galli – viene da una lunga e difficile analisi del nostro territorio, che non solo si configura come un territorio ampio e complesso, per gran parte soggetto a vincolo paesaggistico e diversificato in termini di conformazione, ma nasce dall’esigenza anche di unificare in termini urbanistici e direi anche territoriali due Comuni con previsioni, attenzioni e modalità in parte completamente opposti, in parte completamente identici”.
“Si è cercato quindi di capire non solo da un punto di vista procedurale ma anche di previsione sul territorio quali sono quelle difformità che fino ad oggi erano presenti, cercando di uniformarle, mantenendo comunque le singole identità e peculiarità – ha spiegato l’assessore – Da domani inizieremo quindi a ragionare ancora di più di un Comune unico, unico come territorio, unico in termini di strategie, unico e unito per quelle che saranno le visioni e il futuro del nostro comune”.

Gli obiettivi dell’amministrazione Cacioli, nella redazione dei piani sono stati diversi: come ha spiegato Caterina Galli, una delle mission principali era quella di semplificare e rendere ancora più chiare quelle norme che in alcuni casi lasciavano spesso adito a dubbie interpretazioni;
tutelare il Paesaggio attraverso la conservazione del territorio e la difesa del patrimonio esistente; privilegiare e incentivare interventi di recupero e riutilizzo degli spazi esistenti, di rigenerazione urbana, come il decentramento di attività produttive in aree idonee per infrastrutture e qualità ambientali; valutare attentamente quali fossero le criticità, le opportunità e gli strumenti a disposizione attraverso l’inserimento di oltre 50 schede di dettaglio per interventi di nuova realizzazione.

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