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Centro Medico Avanzato al Serristori. Tozzi (Toscana Domani): “un pannicello caldo”. Prc: “la salute non è una merce”

Ancora reazioni sulla nascita dl Centro Medico Avanzato all’interno dell’ospedale Serristori di Figline e che è stato inaugurato ieri 3 luglio. “Un tempo Figline aveva un pronto soccorso, oggi non c’è più e i valdarnesi sanno chi ringraziare per questo- commenta Elisa Tozzi, capogruppo in Regione di “Toscana Domani- sono gli stessi che dopo aver attuato scelte scellerate per la sanità territoriale del Valdarno fiorentino, in pompa magna hanno inaugurato un nuovo centro medico a Figline in cui – alcuni giorni sì e altri no, in alcuni orari sì e in altri no- si cureranno piccoli lividi, singhiozzi, torcicollo, cistiti (ma solo senza febbre) e così via. Un punto sanitario estremamente debole, in cui non verranno fatte nuove assunzioni ma che usufruirà di personale proveniente da altri presidi (secondo quali modalità?) e per il quale sono state impiegate risorse che potevano essere utilizzate per potenziare davvero la vera sanità territoriale valdarnese. Un punto sanitario talmente debole che costringerà i cittadini a prendere la macchina e andare verso Firenze o Arezzo per ogni questione di salute che non sia lieve o lievissima – aggiunge Tozzi – . E questo sarebbe il potenziamento della sanità per i cittadini del Valdarno che ha fatto accorrere il presidente Giani e l’assessore Bezzini a tagliare l’ennesimo nastro? Questa non è altro che l’ennesima presa in giro, un ulteriore insulto ai valdarnesi che si ritrovano senza una struttura sanitaria in grado di trattare le emergenze vere ma che al contempo dovrebbero plaudire a questo pannicello caldo denominato ‘nuovo centro medico’ voluto dalla maggioranza”.
“L’ex Pronto Soccorso barattato con un Centro Medico Avanzato”: così scrive il Partito della Rifondazione Comunista che ieri era presente all’inaugurazione e ha contestato la scelta di Regione e Asl. “E’ stato fatto notare al presidente Giani la tristezza per il baratto avvenuto- scrive Prc- un pronto soccorso chiuso in cambio di poco più che un ambulatorio medico aperto. Alla risposta del Presidente (“abbiamo investito 400.000€”) è stato fatto notare quanto ciò peggiorasse la situazione: non solo viene chiuso un servizio essenziale ma viene sperperata anche una così bella fetta di denaro pubblico! E quando Giani ha ricordato che siamo in un’Azienda (sanitaria…)- prosegue Rifondazione- qualche compagno ha riposto la discrezione per urlare che la salute non è una merce,che sulla salute della gente non si devono fare miserevoli profitti. Il PRC auspica che tale manifestazione, precedute da tante altre simili in tuttala regione, sia solo l’inizio di un momento di coagulazione delle forze politiche e sociali che s’impegnino a lottare a fondo per il diritto alla salute dei
lavoratori e dei cittadini tutti del nostro Paese perché la salute non è una merce.”

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