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Elezioni a Figline Incisa. Attacco del PSI al candidato Buoncompagni: “ripetuta incoerenza per quella che è stata la sua storia politica”

Il segretario PSI di Figline Incisa Umberto Ciucchi

Attacco frontale del Partito Socialista nei confronti del candidato sindaco a Figline Incisa Enrico Buoncompagni. “A questo punto- inizia così la nota del PSI-  vista la completa travisazione della vicenda, la ripetuta incoerenza per quella che è stata la sua storia politica e per le tante favole raccontate in questa campagna elettorale, reputiamo che si debba intervenire raccontando la verità dei fatti. Il signor Buoncompagni è stato sostenuto per 4 anni nella carica di vicesindaco con deleghe importanti quali lavori pubblici, centro storico, sport e infrastrutture dai consiglieri Ciucchi e Gabbrielli che hanno sostenuto battaglie politiche consentendo che le sue deleghe potessero essere sostenute economicamente. Viceversa, in tali contesti, il vicesindaco preferiva non scontrarsi con gli alleati e con i colleghi di giunta: sempre bene mandare avanti gli altri, perché non si sa mai….”

“Sul centro storico, che ora contesta- proseguono i socialisti-  ha avuto la possibilità, grazie a consiglieri del suo gruppo politico, di poter investire 900 mila euro e ora ha la faccia tosta di denunciare la mancanza di cestini e non ammette che i paletti nei due corsi sono stati deleteri per tutti. La battaglia sulla piscina si è incentrata su un confronto politico a cui lui non ha partecipato perché fondamentalmente, dati alla mano, non ha mai aperto bocca quando le decisioni dovevano essere prese in maniera seria e ultimativa. Fa veramente sorridere invece il fatto di voler costruire la nuova pista di atletica, quando per ben due volte ha ‘padellato’ i bandi regionali per finanziare la costruzione del campo sintetico del Madonnino. Ma saliamo pure di livello: quando parla di mettersi a sedere con la Regione per la costruzione del ponte si dimentica che in quattro anni non ha mai messo piede in Consiglio Regionale ne tanto meno, alla Presidenza della Giunta. Neanche quando la sindaca è stata assente per motivi personali e ha avuto la reggenza del Comune. Rapporti che evidentemente si sono evoluti con gli organi di Italia Viva, partito che lo appoggia senza il simbolo perché bisogna far passare, non importa se in modo subdolo, la sua caratterizzazione civica, fatta di ‘purezza’ e ‘freschezza’. E’ davvero tanta la ‘fuffa’ che sta vendendo e dispensando a suon di spot a pagamento sui social con un messaggio comunicativo proprio di un influencer piuttosto che di un candidato sindaco.”

“Un programma, quello di Buoncompagni che richiederebbe le risorse di 5 comuni come il nostro per essere realizzato – continua il comunicato del PSI – e probabilmente, non sarebbero sufficienti 10 anni di consiliatura dato che la spesa corrente che si intenderebbe investire è insostenibile, così come l’implementazione del personale comunale che è stata da lui più volte sostenuta in varie occasioni. Il cantoniere di frazione, il vigile di prossimità e tutti gli sportelli che intenderebbe aprire, richiederebbero un investimento di spesa assurda per le casse comunali che neppure il più zelante, ossequiente e quand’anche tifoso dei dirigenti comunali riuscirebbe a reperire. Del resto, l’assurdità e la meschinità di simili proposte è contemplata dal limite delle assunzioni imposte dalla legge che dovrebbe essere conosciuta da chi, come Buoncompagni, ha avuto modo di maturare una considerevole esperienza amministrativa. I consiglieri che gli hanno consentito di fare il vicesindaco per 4 anni non hanno mai preteso nulla da lui, nemmeno un grazie. La sua supponenza e il suo ego non gli hanno consentito evidentemente di lasciarsi andare ad un’espressione di riconoscenza. Ha scelto di percorrere la strada del ‘o Sindaco io, o nulla’ senza nemmeno prendere in considerazione, da vero professionista della politica, di sottoporsi alla prova delle “primarie di coalizione”.

“Ha fatto per anni lo ‘yes man’ in giunta, preoccupandosi solo che i suoi consiglieri comunali portassero avanti temi amministrativi, quei temi che da solo non ha mai saputo districare e risolvere. Per il semplice fatto che era vietato scontrarsi politicamente con il Pd, lo dovevano fare i due consiglieri, lui non doveva passare per il ‘cattivo di turno’. Quando è uscito dal centrosinistra avrebbe preteso che Ciucchi e Gabbrielli lo seguissero o meglio ancora, che lo tenessero un altro anno in carica per poi sostenerlo oggi, nella ricerca del perseguimento del suo ‘status simbol’. Si è rigirato per un anno negli angoli della piazza con l’atteggiamento della vittima quando, pur nella legittimità della scelta che era andato compiendo, avrebbe dovuto dire almeno grazie a chi gli aveva permesso, se non altro, con soli 60 voti, di godere di 90mila euro di indennità e manifestare le proprie scuse per aver fatto ‘tutto mio’ in quella cosa che era di tutti.”

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