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Gli studenti di Scienze Ambientali e Naturali dell’Università di Siena studiano il Pratomagno

Nei giorni scorsi, un gruppo di studenti di Scienze Ambientali e Naturali dell’Università di Siena, ha scelto il Pratomagno per svolgere attività di riconoscimento delle piante e della diversità vegetale in campo per il corso di Botanica Sistematica. Accompagnati dalla guida ambientale Oliviero Buccianti gli studenti, insieme alla Professoressa Claudia Angiolini e ad altri ricercatori di ambito Botanico (Emanuele Fanfarillo, Tiberio Fiaschi, Leopoldo de Simone) hanno percorso luoghi scelti per realizzare uno studio con un focus dedicato a flora e habitat legati a fiumi e torrenti, ma non è mancata neanche l’osservazione della biodiversità in faggete e praterie della sommità della montagna valdarnese.
La diversità di microambienti della pratina, delle rive dei torrenti, delle balze sono stati oggetto di un rilievo attento con ricerca e catalogazione delle specie vegetali presenti. Sono stati anche indagati alcuni habitat per valutare, tramite l’utilizzo delle piante come bioindicatori naturali, lo stato di salute del nostro territorio.
Durante le escursioni sono state trovate piante rare, alcune in corso di determinazione, quali il Giglio martagone, la Calta palustre, il Sigillo di Salomone verticillato, l’Orchidea Nido d’uccello e la Piantaggine palustre, una specie molto rara inclusa nella lista rossa nazionale non più ritrovata in Toscana dall’inizio dello scorso secolo. Molto interessante poi, lungo i boschi ripariali del Ciuffenna, la grande diversità di felci, muschi e licheni, ancora oggetto di studio. Tra questi, vale la pena segnalare la presenza di un lichene bello e raro, Lobaria pulmonaria, indicatore di ottima qualità dell’aria e di continuità dell’habitat. Uno studio che arricchisce la conoscenza e consapevolezza del valore ambientale del Pratomagno, area a noi vicina ma dove ancora tanto resta da studiare.

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