Cerca
Close this search box.

I Cobas sull’integrazione dei due ospedali del Valdarno. “Solo una sceneggiata. Si gioca sulla salute dei cittadini”

Non credono all’integrazione tra i due ospedali del territorio. Non credono alle promesse. E parlano di vera e propria sceneggiata. I rappresentanti dei Cobas della Usl Toscana Centro Andrea Calò e Domenico Mangiola si sono così espressi sulle indicazioni emerse, martedì scorso, dalla conferenza stampa che si è svolta a Palazzo d’Arnolfo a San Giovanni. Incontro nel quale è stato annunciato un riordino del sistema sanitario valdarnese, non prima di aver verificato l’impossibilità di andare verso il distretto unico. I Cobas hanno parlato di autentica “sceneggiata”, accusando i sindaci della vallata di essersi rimangiati le promesse e gli impegni assunti davanti ai cittadini appena un anno fa. “ Al proprio capezzale – hanno detto Mangiola e Calò – hanno quindi chiamato l’assessore Saccardi che, per coprire la ritirata, ha proposto l’ennesimo protocollo d’intesa per integrare le strutture ospedaliere della Gruccia e del Serristori e i relativi servizi territoriali. Non sapendo più cosa dire – hanno aggiunto – l’assessore ha parlato di nuovi investimenti sul Serritori, nuove figure professionali alla Gruccia, accordi tra le due aziende affinché i due ospedali lavorino insieme”. Per i sindacati, in realtà, è solo aria fritta. Dure le accuse ai primi cittadini. “Il presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno Viligiardi – hanno continuato infatti i Cobas – , per coprire l’imbarazzo di aver permesso il saccheggio dell’ospedale della Gruccia e il suo declino, pensa di rilanciarlo a discapito dell’ospedale Serristori attraverso la politica dei tagli; la sindaca di Figline Incisa invece si limita a sventolare il patto territoriale che non riesce neppure a fare rispettare e si appella in modo anacronistico alla bontà dell’assessore regionale e del suo protocollo d’intesa”. La verità, per Mangiola e Calò, è un’altra. Allo stato attuale non ci sono i presupposti per credere a quanto annunciato martedì scorso, a causa delle condizioni in cui versano i due ospedali. E la loro precarietà, il depauperamento, i mancati investimenti e i continui tagli al personale, per i sindacati sono gli effetti di scelte politiche e gestionali. “ Se fino ad oggi il Serristori non ha chiuso – hanno concluso i Cobas – , è solo per merito dei lavoratori e dei cittadini. Un’analoga mobilitazione è necessaria anche per la Gruccia”.

Articoli correlati