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“La Regione ci dia la possibilità di arrivare al Distretto Unico”. I sindaci del Valdarno Aretino presentano un emendamento

Chiederanno alla Regione Toscana, di non chiudere la porta, almeno in prospettiva, alla creazione di un distretto sanitario unico anche se i comuni fanno parte di Asl diverse. Una richiesta molto importante “partorita”, questa mattina, dalla Conferenza dei Sindaci del Valdarno Aretino, che hanno prodotto un emendamento alla proposta di Legge Regionale n. 154 riguardante le disposizioni in merito alla revisione degli ambiti territoriali delle zone distretto. Nello specifico i primi cittadini della vallata chiedono di inserire tra le norme transitorie un articolo che preveda che entro i due anni successivi all’approvazione della legge, il Consiglio Regionale della Toscana possa, su richiesta dei comuni interessati, rivedere la perimetrazione degli ambiti territoriali previsti, anche se appartenenti, ad aziende sanitarie diverse.
Un modo per arrivare all’unione del Valdarno in ambito sanitario. Procedimento, ad oggi impossibile in quanto le realtà territoriali afferiscono a due Asl diverse. Figline Incisa, Reggello e Rignano sono infatti inserite nella Asl Toscana Centro, Montevarchi, San Giovanni, Terranuova, Loro Ciuffenna, Bucine, Cavriglia, Pergine, Laterina e Castelfranco Piandiscò nella Asl Toscana Sud Est. Si è deciso di produrre l’emendamento in seguito agli esiti della Commissione Regionale Sanità e Sociale della Regione Toscana, che si è riunita lo scorso 8 marzo. In quell’occasione è stata licenziata la legge di revisione degli ambiti territoriali delle zone distretto in cui il Valdarno resta diviso in due aree sanitarie distinte.
Una mossa, quella dei sindaci della vallata, che punta a rimarcare la peculiarità e l’omogeneità di un territorio ben definito e a non vedersi precludere la possibilità di prevedere una programmazione e una organizzazione omogenea dei servizi socio sanitari, alla luce del processo di integrazione in corso dei due presidi ospedalieri Santa Maria alla Gruccia e Serristori, che dovrebbe portare ad un miglioramento dei servizi ospedalieri dell’intero territorio del Valdarno. “Un processo di integrazione – hanno ribadito gli amministratori del comprensorio – che deve però portare alla realizzazione del programma di interventi sanciti dai documenti di programmazione, ed opportunamente rafforzati con la messa a disposizione di risorse professionali, posti letto ed attrezzature necessarie, nella prospettiva della costituzione del Distretto Unico del Valdarno”.

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