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Era il 17 gennaio 1996…ci lasciava Vasco Farolfi. Una vita per l’Aquila

Molti montevarchini ricordano perfettamente dove erano quel giorno, perché quando muore una persona cara e comunque un personaggio pubblico, non ci si dimentica quegli istanti. Era il 17 gennaio 1996 e lasciava la vita terrena in una clinica di Montecarlo Vasco Farolfi, uno dei più importanti imprenditori della città e soprattutto presidente, insieme all’indimenticabile Lezio Losi, dell’Aquila calcio, un simbolo della comunità, che ha fatto innamorare generazioni di montevarchini.

Come ha ricordato il nostro collaboratore Leonardo De Nicola, quando il calcio aveva il magico potere di essere argomento di discussione per intere giornate, catturare l’interesse di una intera città e i sogni dei tifosi si riempivano di certezze, tutto questo lo si deve, in parte, ad un mondo che non esiste più e, molto, a dirigenti e appassionati che hanno fatto la storia dei club. Uno di questi è stato proprio Vasco Farolfi. Per una vita accanto ai colori del Montevarchi, il suo sogno era quello di portare la gloriosa società rossoblu in serie B, e forse ci sarebbe anche riuscito, perché l’anno in cui è morto la squadra stava disputando un gran campionato in serie C.

Ha investito ingenti risorse per la vecchia Aquila e celebri sono i suoi taccuini, dove annotava scrupolosamente i rimborsi da dare ad ogni singolo calciatore o allenatore, impegni onorati fino all’ultima lira. Ma la grande passione verso il Montevarchi è stata il motore di una vita intera, insieme alla sua attività di imprenditore navigato. Innumerevoli per Vasco i successi: dalle promozioni in serie C ai tanti giocatori di prestigio che hanno in quegli anni vestito la maglia aquilotta…una lista interminabile e prestigiosa. Come gli allenatori, con una menzione speciale per Costanzo Balleri e Pierino Braglia, capaci, scaltri, sanguigni.

“Quando ricordiamo gente come Vasco, abbiamo la sensazione di un tempo perduto, e non certo per scarsa considerazione verso gli attuali dirigenti che sono dei benemeriti e coraggiosi – ha ricordato il nostro Leonardo De Nicola – Ma proprio per quel mondo antico che faceva battere il cuore, dove il rito della partita era sacro e con esso il senso della comunità. Ricordare Farolfi e con lui tutti gli altri (Losi, Parigi, Scala, Antonelli, Terziani ecc ecc.) significa ricordare il tempo più bello, senza indurre a compromessi con la nostalgia e con l’età che avanza…inesorabile”. Un ricordo dello storico presidente dell’Aquila è arrivato anche dal Montevarchi Calcio e dal dall’Associazione Memoria Rossoblu.

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