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Inaugurato a Montevarchi un quadro del Beato Benedetto Ricasoli, monaco ed eremita vallombrosano

Domenica scorsa la comunità di Ricasoli, sulle colline di Montevarchi, con una iniziativa legata alla tradizione contadina, ha celebrato la Festa di Sant’Antonio Abate e del Beato Benedetto Ricasoli. La Santa Messa è stata celebrata da Monsignor Stefano Manetti, Vescovo di Fiesole e durate la cerimonia sono stati benedetti il pane ed i mangimi per gli animali ed è stato poi inaugurato un quadro del Beato Benedetto Ricasoli, Monaco ed Eremita Vallombrosano nato nel 1040 e morto a Badia Coltibuono il 20 gennaio 1107. Il suo culto fù ratificato da San Pio X il 14 maggio 1907. Il dipinto, opera del Maestro Francesco Tonini, è stato svelato dal Vescovo alla presenza del Barone Francesco Ricasoli, del Sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini, del Vice Sindaco Sindaco Cristina Bucciarelli, del Parroco
della Parrocchia di Santa Maria Assunta Don Andrea Cappelli, del Diacono Luigi Francini e dei Fratelli della Venerabile Compagnia del SS. Sacramento e della Comunità di Ricasoli.

Padre Marco, Mizza Priore di Vallombrosa ha spiegato il significato del quadro. La pala, dipinta dal maestro Francesco Tonini parla del passato e del presente. Il Beato Benedetto viene raffigurato in ginocchio, cioè nella posizione usata dell’orante. E’ la qualifica più importante per un uomo che ha scelto dapprima la vita monastica e poi la forma eremitica. La sua preghiera per il popolo di Ricasoli viene immortalata dal pittore nel gesto del braccio sinistro proteso a reggere il piatto su cui è adagiato il borgo che si affaccia sulla Chiantigiana, al confine tra Montevarchi e Cavriglia.

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