TUTTE LE NOTIZIE, PRIMA DI TUTTI

Montevarchi a Terni dopo 83 anni, ma senza i tifosi…

Condividi

Il 14 Febbraio 1943 il cielo di Terni era grigio come i fumi delle acciaierie e, sul paese, incombevano già i lugubri rimbombi dei cannoni di guerra: da lì a poco il calcio, lo sport, la vita si sarebbero fermati. È stata quella la seconda e ultima partita disputata dal Montevarchi in Umbria, allora si giocava al vecchio campo di Via Benedetto Brin e finì 7-0 per i rossoverdi di casa denominati all’epoca Borzacchini Terni, in omaggio al grande pilota automobilistico locale scomparso a Monza nel 1933 (terra di motori evidentemente, visto che il nuovo stadio sarà più tardi dedicato all’eroe della moto Libero Liberati): segnarono Cioni, una doppietta, e 5 goals Rodolfo Ostromann, un grande attaccante istriano che aveva messo il sigillo pure nella partita di andata al vecchio Brilli Peri e conclusa 4-1 a favore degli ospiti. Allenatori Renato Pieraccioli e l’ex granata Gino Rossetti, celebre nel trio scudettato con Baloncieri e Libonatti…

 

 

Come ci ricorda lo storico ed amico rossoblù Dimitri Lepri, gli altri due confronti in campionato risalgono invece alla stagione, sempre di Serie C, 1939-40: 5-0 rossoblù in Valdarno con 3 reti del grande Rossano Boni e poi Loretti e Targioni e 4-2 ternano al ritorno con il solito Ostromann protagonista e i goals aquilotti ancora di Boni e Loretti… In panchina Pieraccioli e l’ex interista Guido Gianfardoni. Sembra incredibile, ma da 83 anni le due squadre non hanno avuto più occasione di ritrovarsi in gare di campionato, limitando i testa a testa solo a tre partite di Coppa Italia: Nel 1984, girone preliminare con un successo montevarchino in casa con goal di Giorgio Garozzo e vittoria rossoverde al ritorno 2-1, con rete aquilotta di Bertini. Poi gara secca nel 1997 e vittoria delle “fere” a Montevarchi con rete di Zanin.

Sarà questa insomma la terza volta che la squadra rossoblù salirà le scale dello stadio Liberati: perché alla partita di coppa, ne va aggiunta un’altra tristemente famosa, ovvero lo spareggio per la permanenza in serie C2 giocato l’8 Giugno 1986 contro il Civitavecchia e perso malamente 0-4 dalla squadra diretta dal sanguigno Gianni Corelli. Retrocessione mitigata dal successivo “ripescaggio” in categoria, con l’arrivo a Montevarchi di Giuliano Sili in veste di direttore generale, una figura importante che avrebbe rappresentato comunque un ventennio di calcio a buonissimi livelli. E sempre Dimitri mi ricorda la lunga lista di doppi ex delle due squadre fra campo e panchina: oltre a Corelli, Cucchi, Rozzoni, Castelletti e poi ancora Attilio Sorbi, Passalacqua, Beatrice, Arcadio, Fabbri, Ripa… fra gli altri.

Una delle trasferte più attese della stagione non vedrà la presenza dei tifosi rossoblù al seguito. La tifoseria organizzata ha ritenuto giustamente inadeguata la limitazione a soli 100 tagliandi per il settore ospiti e ha così rinunciato alla trasferta. Oramai fra divieti e altro ancora, seguire la propria squadra è diventato un esercizio quasi impossibile e, in un momento non facile, è un fatto che non aiuta e favorisce di certo la passione. Anche le società dovrebbero a mio avviso farsi sentire con maggior forza, perché, continuando di questo passo non solo si svilisce un aspetto importante di questo sport rappresentato dal tifo e dal “colore”, ma si rischia di incidere anche economicamente sulle casse delle società stesse. Pensiamo soltanto ai 2000 tifosi spezzini pronti ad andare questa domenica a Reggio Emilia, ma la lista è lunga ed in continuo aggiornamento… Nessuno rimpiange le domeniche con gli stadi in balia dei teppisti di turno, ma se la normalizzazione sacrosanta deve passare solo per il divieto, il prezzo da pagare è pesante per tutto il movimento.

Loading

Articoli correlati