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Montevarchi piange Costanza Cappelli, la “Connie” dei social: scoperta la malattia poche settimane fa

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Montevarchi ha dato ieri l’ultimo saluto a Costanza Cappelli, conosciuta sui social come “Connie”, content creator seguitissima su Instagram con 44mila follower. È morta davvero troppo presto a seguito di una malattia che aveva scoperto la scorsa estate. Attraverso la sua pagina raccontava la sua grande passione per l’arredamento e l’armonia degli spazi. Una vita professionale costruita nel mondo della comunicazione e del design, interrotta da una malattia terribile. I funerali si sono svolti in Collegiata. Dopo aver studiato al Polimoda di Firenze, Costanza Cappelli si era laureata in Disegno industriale per la moda e aveva poi conseguito un master in interior design a Palazzo Spinelli, sempre a Firenze. Nel 2009 aveva iniziato a lavorare come social media manager per alcuni brand e, nello stesso periodo, aveva curato anche un blog, successivamente chiuso. Poi era arrivato Instagram, dove aveva aperto una pagina diventata negli anni sempre più seguita e attraverso la quale Costanza aveva dato spazio alla sua creatività, alla sua passione per l’interior design e alla ricerca dell’armonia negli ambienti. Proprio da quel profilo, lo scorso 9 agosto, aveva deciso di raccontare ai suoi follower la sua malattia. Un messaggio arrivato dopo settimane di silenzio e che aveva lasciato senza parole le tante persone che la seguivano.

 

 

Costanza aveva spiegato di aver scoperto il 20 luglio una “brutta malattia”, una diagnosi arrivata improvvisamente e che, come lei stessa aveva raccontato, le aveva lasciato poche settimane di vita. “Ci sono post che rimandi perché non trovi le parole giuste; oggi però mi sono fatta coraggio e voglio dare una risposta a chi mi ha scritto preoccupato in questi giorni di silenzio”, aveva scritto la “Connie” nel suo ultimo messaggio pubblico. “Dal 20 luglio la mia vita è cambiata completamente. Ho scoperto di avere quello che chiamano un ‘brutto male’ e scriverlo qui, nero su bianco, è forse una delle cose più difficili che abbia mai fatto. Perché fino a quel giorno la mia vita era fatta delle cose di sempre: il lavoro, la mia famiglia, i progetti, le persone che amo, le piccole cose quotidiane. E poi, in un attimo, tutto si è fermato”.

Nel suo racconto aveva parlato delle settimane successive alla scoperta della malattia, segnate da visite, esami, operazioni, attese e paure. “Ci sono state visite, esami, operazioni, attese, paure, buchi, lacci, tubi e parole che non avrei mai voluto sentire e tante domande a cui ancora non ho una risposta”, aveva scritto. Costanza non sapeva ancora quale sarebbe stato il percorso che l’attendeva e aveva spiegato di non sapere nemmeno quanto sarebbe riuscita a raccontare della sua esperienza. “Non so quanto riuscirò a raccontare, né quanto spesso. Ci saranno giorni in cui avrò voglia di parlare e altri in cui avrò bisogno di stare in silenzio. E nonostante tutto, voglio provare ad attraversare anche questa cosa. Un giorno alla volta”.

Nel suo messaggio aveva rivolto anche una richiesta alle persone che la seguivano, chiedendo particolare delicatezza nei confronti della figlia e della sua famiglia. “Vi chiedo di usare la delicatezza di cui so che siete capaci con la Nina e con la mia famiglia”, aveva scritto. A chiudere quel messaggio era stata una frase in latino, “Fluctuat nec mergitur”, che significa “È percossa dalle onde ma non affonda”. È il motto della città di Parigi e quelle parole avevano accompagnato il suo racconto nel momento più difficile. A poche settimane da quel messaggio, Costanza Cappelli è morta. La sua città, Montevarchi, le ha dato l’ultimo saluto nella chiesa Collegiata, dove tante persone hanno voluto salutarla. Anche chi, negli anni, aveva imparato a conoscerla attraverso il suo lavoro e la sua presenza sui social.

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