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Post derby. Lo sfogo di Ferdinando Neri: “Alcuni di noi minacciati da alcuni tifosi dopo la partita. Non è più il mio calcio”

Ha avuto strascichi pesanti la sconfitta nel derby in casa Montevarchi e ieri sera, con un’uscita pubblica su Facebook, è intervenuto uno dei massimi dirigenti dell’Aquila, Ferdinando Neri, che, pur parlando a titolo personale, ha minacciato addirittura di fare un passo indietro, raccontando quello che è accaduto dopo la partita.
“Scrivo questo post a titolo personale e non a nome della società Aquila Montevarchi – ha precisato Neri -. Sono amareggiato nel vedere che, dopo l’impegno, di tempo e finanziario, che abbiamo dato dal momento della ripartenza fino ad oggi e aver riportato il calcio a livelli consoni alla nostra città, in un momento in cui, magari, la società ha bisogno di appoggio, essere criticati per l’operato! Essere addirittura attesi fuori dagli spogliatoi e essere minacciati. Forse – ha proseguito – ho sbagliato ad iniziare questa avventura, questi momenti e queste reazioni fanno pensare e molto. Forse non sono adatto per il mondo del calcio, ma ci ho provato insieme ad un gruppo di amici fantastici. Io – ha aggiunto – mi sono sempre confrontato con tutti, forse non ho le “palle” ma ci ho provato!! Perdere una partita “la partita” fa male a tutti, forse più a me che ad altri, ma non riesco ad accettare le esagerazioni postate sui social e dimostrate allo stadio. Forse è veramente arrivato il momento di riflettere e lasciare il posto a chi possa fare meglio”.
Inevitabili le reazioni, con molti tifosi aquilotti che hanno manifestato appoggio e solidarietà ai dirigenti dell’Aquila. Ma la linea di Ferdinando Neri è stata sposata in pieno anche da altre due importanti figure dirigenziali del Montevarchi, Gherardo Iannelli e Andrea Romei.
“In fondo “ Il calcio è della gente “ – ha detto Iannelli -. Non esiste verità più vera, quindi ci sarà altra gente che se ne occuperà. Sono stati offesi giocatori, anche le loro mogli che stavano aspettando e soprattutto il vice di Venturi, Prof. Jonatan. Inoltre – ha proseguito – è stato offeso pesantemente anche il Presidente Livi, la persona più calma e pacifica del mondo. Mi viene in mente un’altra cosa. Quando l’anno scorso fu oltraggiato il ricordo del giovane tifoso Sangiovannese deceduto, la nostra curva contribuì a identificare e punire i responsabili. E fu un gesto nobile. Ecco – ha concluso Iannelli su Facebook – , ora la curva dovrebbe fare lo stesso”.
Anche Andrea Romei ha annunciato che è arrivato il momento di fare una riflessione. “Io ho saputo solo stamani delle minacce ricevute fuori dagli spogliatoi – ha scritto nel post -. Non ho neanche capito le motivazioni che hanno portato i tifosi a scrivere striscioni e disertare un tempo del derby quando bastava una telefonata e forse si chiariva tutto davanti ad un caffè. Ma evidentemente noi siamo diversi, e non siamo adatti a questo calcio. Domani sera (Questa sera per chi legge) sarà un momento importante di riflessione per tutti noi”. Insomma, la situazione in casa Montevarchi è a dir poco complicata.

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