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Ricasoli, nuove frane. Le opposizioni chiedono agli amministratori azioni concrete

Ricasoli continua a franare nonostante gli interventi di risanamento che hanno interessato alcune pendici del borgo. E i gruppi di minoranza Avanti Montevarchi e Partito Democratico si sono fatti interpreti della preoccupazione dei residenti presentando due interrogazioni nell’ultima seduta del Consiglio comunale.
“La Regione Toscana – spiega Fabio Camiciottoli consigliere di Avanti Montevarchi – ha finanziato due stralci consecutivi per un totale di più di 2 milioni di euro per eliminare le criticità, ma di recente, complici le abbondanti piogge, si sono registrati scivolamenti di terreno nelle zone interessate dai lavori e in quelle oggetto del precedente appalto (Primo stralcio funzionale). Non solo, perchè hanno ceduto anche delle porzioni comprese nel primo lotto, di cui è stato emesso il Certificato di Regolare Esecuzione dopo non pochi problemi”.
L’esponente di opposizione taccia come “non pienamente efficace né risolutivo delle problematiche” quanto realizzato sin qui e definisce l’amministrazione “incapace o inerte a produrre azioni concrete per chiedere altri finanziamenti agli enti interessati”.
Camiciottoli ricorda poi che, a causa di uno stralcio avvenuto durante la progettazione esecutiva, i lavori non comprendono la sistemazione del fronte franoso sul versante nord prevista nel documento progettuale che ha favorito l’erogazione dei contributi regionali. Eppure, “anche in ragione di un’ordinanza del sindaco – prosegue – è evidente la necessità e l’urgenza di una soluzione definitiva che metta in sicurezza le abitazioni”.
Da qui le richieste alla prima cittadina e all’assessore competente per conoscere se i lavori del secondo stralcio siano terminati; se vi siano stati danni e di quale entità alle opere eseguite nei due diversi step e cosa si intenda fare per il ripristino e la conservazione. Ed ancora, Avanti Montevarchi vuol sapere se siano in corso i monitoraggi dell’Università, se siano stati affidati gli incarichi per definire il progetto esecutivo di una terza fase del recupero e quali iniziative siano state intraprese verso la Regione per trovare ulteriori e necessari fondi.
Sulla stessa lunghezza d’onda Elisa Bertini e Francesca Neri del Pd che hanno sottolineato come gli smottamenti si siano verificati sulla strada bianca che conduce al centro abitato dal versante di via Chiantigiana, ora utilizzata per l’accesso al cantiere.
La richiesta agli amministratori è di capire come intendano procedere per ripristinare e riaprire la via, se i lavori su quella pendice siano ultimati, se siano state previste e programmate le risorse economiche necessarie per la manutenzione ordinaria di quanto già fatto e se il Comune si sia attivato per reperire nuovi finanziamenti da destinare al completamento del progetto di messa in sicurezza della frazione.

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