Cerca
Close this search box.

Rimborso parziale dell’aliquota IRPEF pagata dai cittadini. Proposta di “Per un’altra San Giovanni”

Nel corso del consiglio comunale del 30 marzo prossimo il gruppo “Per un’altra San Giovanni” presenterà un emendamento legato al Bilancio di Previsione 2017 in merito all’addizionale IRPEF 2017. Nello specifico sarà chiesto alla giunta di predisporre, per l’anno 2018, un rimborso parziale dell’aliquota IRPEF che sarà pagata dalle famiglie sangiovannesi nell’anno in corso. “Come ormai avviene da 10 anni – ha spiegato la forza di minoranza – tutte le amministrazioni di centro sinistra che si sono avvicendate dal 2007 ad oggi hanno sempre confermato l’aliquota massima ed unica dell’addizionale comunale IRPEF all’8 per mille, non prevedendo quindi esenzioni e/o agevolazioni in base al reddito. Anche per il 2017 – hanno aggiunto i rappresentanti della lista – l’amministrazione proporrà al Consiglio di confermare quanto deliberato nel 2007, ovvero aliquota massima ed unica senza esenzioni e quindi una stessa aliquota per ricchi e poveri”.
La proposta di “Per un’altra San Giovanni” prevede invece di attuare un rimborso parziale dell’IRPEF applicando il criterio ISEE. Un modo per venire incontro alle famiglie più deboli attraverso una “restituzione” di quanto versato al Comune. L’eventuale rimborso arriverebbe nel 2018 a seguito di una richiesta e sulla base di diversi scaglioni ISEE e numero di figli a carico e potrà essere erogato solo a condizione che il richiedente sia in regola sia con i pagamenti Tari che con quelli per servizi a domanda quali mensa scolastica e canoni per alloggi comunali. La richiesta del gruppo di opposizione è arrivata dopo che, durante l’ultimo parlamentino, il Pd aveva bocciato la proposta di Pia e Martellini di intervenire sulle agevolazioni TARI per le famiglie.
“Speriamo che almeno questa volta questa maggioranza possa effettivamente dare un segnale di discontinuità con le politiche economiche adottate negli ultimi anni – hanno concluso gli esponenti del gruppo consiliare – andando a cercare nelle pieghe del bilancio comunale sprechi e voci di spesa inutili che più volte abbiamo già dimostrato esistere in un bilancio comunale certamente rigido ma comunque può e deve essere modificato”.

Articoli correlati