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La morte di Merli e le lacrime del Fedini

C’è un popolo incredulo sulle vecchie scale del Fedini, se ne è andato anche Marco…In primis lo piangono la moglie Susanna ed i figli, ma versa lacrime una intera città e il popolo azzurro che, in un ventennio, non scordiamocelo, si è visto privare dal destino di tre presidenti. Merli non era il presidente sotto il profilo strettamente giuridico, ma lo era per la preminenza economica nell’attuale assetto della società. Oggi si è giocato in un silenzio irreale, muta per i primi 45 minuti la gradinata e anche i gemellati tifosi avversari del Poggibonsi.

 

 

La partita, che forse non andava giocata, ma si gioca, scorre anche più piacevole e combattuta del previsto, ma il clima è decisamente irreale. Per non farsi mancare nulla…un malore colpisce un noto tifoso della gradinata: gara sospesa per dieci minuti e pronto intervento dei sanitari. Al rientro in campo gli ultras della “Marco Sestini” gridano forte al cielo: “Marco Merli, Marco Merli e tutto lo stadio applaude…La Sangio va in vantaggio per la seconda volta e difende il vantaggio con i denti e con le unghie, la retorica dice che da lassù qualcuno aiuta la squadra verso una salvezza che appariva impossibile da raggiungere. L’impresa di Atos Rigucci e dei suoi ragazzi merita applausi e cori di giubilo, ma oggi è una festa a metà o forse non è proprio festa per niente…Il sole sempre alto accompagna l’uscita dal campo della squadra, si riprende la strada di casa con il cuore gonfio e le lacrime trattenute a fatica.

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