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Sarri e il suo Napoli nel momento più delicato della stagione. Parla chi lo conosce bene. “Nelle difficoltà si esalta”

Sogno finito? Conoscendo Maurizio Sarri, difficile, per non dire impossibile, che si sia rassegnato. Il tecnico di Vaggio sta vivendo la fase forse più delicata da quando siede sulla panchina del Napoli. Ma il campionato non è ancora finito e anche se il buon Maurizio è sbottato domenica scorsa al Friuli, siamo convinti che venderà cara la pelle. E’ convinto di questo anche uno che lo conosce bene, Maurizio Minghi, attuale responsabile del settore giovanile della Sangiovannese, che ha giocato tre anni con Sarri e l’ha avuto allenatore quando era direttore sportivo a Faella. “Maurizio si esalta nelle difficoltà – ha confermato Minghi -. E’una persona decisa, un programmatore, che non si lascia trasportare dal momento”. Certo, quello che è accaduto a Udine può aver destabilizzato l’ambiente partenopeo, ma il trainer valdarnese è uno che, nei momenti critici, tira fuori il meglio. “Le difficoltà li affronta con il lavoro e con l’impegno, perché è un vero professionista che ha piena conoscenza dei propri mezzi”, ha aggiunto Minghi. In Valdarno la mappa del tifo è variegata. Juventus e Fiorentina si contendono la maggior parte della popolarità, ma sono numerosi anche i tifosi di Inter e Milan. Ultimamente, però, grazie all’arrivo di Sarri a Napoli, si sono moltiplicati i tifosi partenopei, molti dei quali iscritti al Napoli Club che a sede a Figline Incisa. Sono amareggiati, ma non rassegnati, come il loro allenatore, che da queste parti ha scritto pagine indimenticabili con la Sangiovannese, che proprio con Maurizio in panchina vinse, nel 2004, il campionato di serie C2. Allora, direttore generale, era Beppe Morandini, un altro che conosce bene l’attuale allenatore del Napoli. “E’ un tipo molto puntiglioso, il calcio è la sua vita e sono sicuro che non vive bene questo momento – ha detto l’ex dg azzurro -. Sarri ha un carattere apprensivo che non lascia nulla di intentato. Vuole andare in fondo alle cose e sono sicuro che, ad esempio, il fatto di giocare sempre dopo la Juventus gli ha dato molto fastidio. Questo è probabilmente anche uno dei motivi per i quali sono saltati un po’ i nervi”. Morandini ha ricordato che nella sua esperienza sangiovannese Sarri venne espulso poche volte. “Ma qualche volta è successo – ha aggiunto -. Del resto Maurizio è uno convinto delle proprie regioni e non ha difficoltà a rispondere ad un arbitro se qualcosa non gli torna. Accadeva a San Giovanni. E accade a maggior ragione oggi, con pressioni e responsabilità enormemente maggiori”.

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