Cerca
Close this search box.

Serristori. Predisposto il trasferimento della Pediatria. I Cobas: “E’ il primo passo verso la chiusura del Pronto Soccorso”

Si torna a parlare del futuro dell’ospedale Serristori di Figline Valdarno e sono i Cobas della Asl Toscana Centro a porre l’attenzione su un provvedimento che potrebbe avere conseguenze negative per il plesso sanitario valdarnese. Andrea Calò e Domenico Mangiola, infatti, hanno annunciato che l’azienda sanitaria sta predisponendo il trasferimento della Pediatria ospedaliera del Serristori sul distretto territoriale. “L’obiettivo – hanno aggiunto – è quello di trasformare l’ospedale per acuti così come lo conosciamo, in un presidio di prossimità e decretando così l’avvio della chiusura del pronto soccorso”. I sindacati hanno ricordato che la Pediatria, nell’ultimo anno, ha effettuato accessi dal PS per più di 1.323 piccoli pazienti, svolgendo contestualmente attività di Day Hospital e Day Service , attivando il percorso family, visite allergologiche e prick test, prelievi ematici esterni, visite pediatriche, visite neonatali ed ecografie anche, renali.
“Una mole impressionante di attività in un presidio reso precario dall’attuale gestione – hanno tuonato i Cobas – . Il trasferimento annunciato dal Dr Gori attuale Direttore Generale della USL Toscana Centro e dal Dr Biagini della Direzione sanitaria in una recente riunione politica – hanno proseguito Calò e Mangiola – incide però pesantemente su ciò che rimane dell’attuale assetto del Pronto Soccorso ospedaliero, poiché persegue il progetto di depauperamento dell’ospedale iniziato negli anni, mandando via i chirurghi e riducendo le attività operatorie di interventistica generale, rendendo i cardiologi attivi solo sulle 6h, gli ortopedici adibiti ad attività ambulatoriale e solo sporadicamente impegnati in interventistica, con la sottrazione degli anestesisti, il blocco degli ingressi dalla centrale operativa 118 con disagevoli trasferimenti notturni di pazienti in altri ospedali e, in ultima, l’espulsione della pediatria. Una pediatria – hanno aggiunto i sindacalisti – che fino a tre anni fa contava su tre professionisti ridotti attualmente ad uno. Qui non siamo più dentro nessuna logica di potenziamento, riqualificazione o applicazione del patto territoriale, ma solo brutalmente di riconversione e riduzione dei servizi sanitari ospedalieri, tanto è vero che si parla solo di ospedale di prossimità”.
I Cobas hanno infatti ricordato che sulla base delle attuali normative, un pronto soccorso, per essere definito tale, deve essere in grado di rispondere con le diverse specialistiche a coprire l’emergenze urgenze in ingresso e a rispondere ad una certa quantità di prestazioni. “Ora tolte le prestazioni chirurgiche, ortopediche, cardiologiche ed infine quelle pediatriche che cosa rimane del Pronto Soccorso? – Si sono chiesti Mangiola e Calò – Ve lo diciamo noi. Un grande padiglione predisposto per la casa della salute. E ora cosa racconteranno i Sindaci ai loro cittadini? E la mole degli investimenti annunciata dal patto territoriale dove è andata a finire? Come Rsu Cobas della Asl Toscana Centro non permetteremo che tutto passi nel silenzio”.

Articoli correlati