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Stamani il tradizionale scoppio del carro. La Colombina, tornando verso la Collegiata, lascia il buon auspicio

Nonostante il maltempo di questi giorni, l’acquazzone di ieri notte e i nuvoloni minacciosi di stamani, la tradizione figlinese, con i suoi Sbandieratori e le sue quattro Porte, non si è fermata. Bandiere, tamburi, chiarine e stendardi non si sono fatti intimidire dal maltempo e hanno dato un grande esempio, come ogni anno, dal 1979 ad oggi, di interesse e cura dei propri costumi e della propria cultura. Insomma, non è Pasqua a Figline senza lo scoppio del carro, l’esibizione degli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini e la presentazione del drappo dell’edizione numero 46 del Palio di San Rocco, dipinto, stavolta, dalla pittrice Martha Palacios.
La mattinata ha avuto inizio con lo spettacolo scenografico nel giardino all’italiana di villa Casa Grande con le bandiere, i tamburi e le chiarine degli Sbandieratori. Un’esibizione singolare che riporta indietro nei secoli, facendo assaporare al figlinese e al turista straniero un’atmosfera diversa, dove è difficile saper individuare il confine tra sacro e profano.
Alle 11:00, la popolazione, gli Sbandieratori e i figuranti delle Contrade sono entrati solennemente in Collegiata per la Santa Messa, dopo aver percorso le vie principali del centro storico.
A mezzogiorno, come da tradizione, il parroco col fuoco santo del cero pasquale ha segnato la partenza della Colombina che, a grande velocità, ha percorso il tratto dalla Collegiata al carro e, dopo aver innescato il marchingegno di petardi, ha fatto ritorno all’ingresso della chiesa.
Il ritorno della Colombina al punto di partenza segna il buon auspicio dell’anno e soprattutto del buon raccolto. Ed è qui che sacro e profano si incontrano. Un esempio, quello della Colombina, che ci rammenta anche Firenze, con il suo Brindellone. Al tempo, il periodo pasquale segnava l’inizio dell’anno con l’auspicio del buon raccolto.
Per finire in bellezza, dopo una sempre nuova esibizione degli Sbandieratori in piazza Ficino, a chiusura della manifestazione, dalla Loggia del vecchio Ospedale, è calata una gigantografia con la scritta “Buona Pasqua”. Era la prima volta che accadeva. Tutto si è concluso con un grande applauso da parte della piazza e il grande augurio di un serena Pasqua.
Altra nota positiva della giornata è proprio il carro pasquale, che è stato restaurato dalla Cooperativa Sociale Lettera Otto.

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