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Terranuova. In casa Pd situazione “bollente”. Gli scenari

Le feste sono finite, ma non i “botti”. E non quelli di Capodanno, ma dell’Epifania. Di scoppiettante, in questi giorni, c’è infatti la politica terranuovese, al centro di una diatriba che, probabilmente, a queste latitudini, non si è mai vista. A maggior ragione nel perimetro della maggioranza, perché quello che sta accadendo riguarda il centro sinistra, in particolare il Partito Democratico. Ad accendere le polveri ci ha pensato ancora una volta l’attuale vice sindaco Mauro Di Ponte, che giovedì scorso ha lanciato un ultimatum. “Se entro il 9 gennaio non ci saranno i nomi dei candidati per le Primarie, io mi candiderò comunque”. Con una nuova lista? No, Di Ponte è convinto di avere chance per concorrere alla carica di sindaco per l’area politica da cui proviene. Una situazione paradossale, perché all’interno del Pd non tutti la pensano in questo modo e soprattutto non ci sarebbe la volontà di fare quello che chiede l’attuale vice sindaco, ovvero ricorrere alle Primarie. Insomma, la battaglia è tutta interna al Partito Democratico, che non ha ancora ufficialmente preso posizione dopo le ultime esternazioni dell’attuale assessore ai lavori pubblici.

C’è poi il tema del terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a 15.000 abitanti, casistica in cui rientrerebbe Terranuova. Nel corso della conferenza stampa del 4 gennaio, la premier Giorgia Meloni è apparsa fredda sull’ipotesi, chiarendo che il Governo non prenderà alcuna decisione in merito e passando la palla al Parlamento. C’è il rischio di andare per le lunghe, ma da più parti si vocifera che l’accordo tra Lega e Fratelli d’Italia sia comunque in dirittura d’arrivo e l’ok definitivo potrebbe arrivare a febbraio. Certezze non ce ne sono, ma se i sindaci avessero il via libera per ripresentarsi per la terza volta, cosa farebbe Sergio Chienni? E in caso di una sua ricandidatura, che scenari si aprirebbero per il suo attuale vice sindaco, che chiede le Primarie da agosto? Domande, ad oggi, senza risposta, ma appare chiaro come non si possa escludere una scesa in campo di Mauro Di Ponte, a quel punto con una sua lista, pur in presenza della candidatura Chienni. E sarebbe una situazione paradossale.

Insomma, in riva al Ciuffenna le polemiche non mancano. Nel frattempo il centro destra, che avrebbe già pronto un candidato, attende che sul fronte della maggioranza si sciolgano le riserve. Difficile che si ripresenti, per la carica di sindaco, Mario Ghezzi. Fratelli d’Italia, Forza Italia e la Lega avrebbero in serbo un nome che sarà ufficializzato al momento opportuno. Nonostante la diatriba all’interno del centro sinistra, appare improbabile che a Terranuova ci sia un ribaltone, ma una eventuale spaccatura all’interno del Pd, con due candidati della stessa area politica, potrebbe consentire al centro destra di cullare qualche speranza. Intanto, l’ultimatum di Mauro Di Ponte scadrà martedì prossimo e in queste ore non è esclusa un comunicazione ufficiale del Pd.

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