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Terre delle Tav. Atteso il via libera. Potrebbero arrivare a Cavriglia già a settembre. Il sindaco: “Doppio controllo”

Il via libera è atteso a breve e il prossimo mese di settembre, a Santa Barbara, potrebbero arrivare le prime terre di scavo della Tav. Una notizia rimbalzata in queste ore e confermata dal sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, soddisfatto per una situazione che si sta sbloccando in maniera definitiva. Nodavia ha presentato il piano di riutilizzo delle terre, che è stato analizzato dal Ministero dell’Ambiente. In Valdarno arriverà però una quantita di materiale molto minore rispetto a quanto preventivato inizialmente, ovvero 2.850.000 mc. Siamo infatti ben al di sotto, dato che la produzione di terre si attesterà attorno ad 1.550.000 mc. Di questi, 1.350.000 mc saranno portati a Santa Barbara e consentiranno di realizzare una sola collina schermo. Ma con quali controlli?
“La parte eccedente, pari a 200.000 mc, sarà preventivamente analizzata in discarica, con test di biodegradabilità – ha precisato Sanni – . Se le verifiche saranno ok, a quel punto i restanti 1.350.000 mc di terre prenderanno la strada di Cavriglia. Inoltre – ha aggiunto – ogni treno che arriverà da noi sarà ulteriormente controllato da Arpat, che analizzerà di nuovo il contenuto del materiale prima che sia messo a dimora”. Come ricordavamo, la quantità sarà sufficiente per realizzare una sola collina. L’intenzione del comune di Cavriglia è quella di dar vita alla seconda collina utilizzando terre in loco, ovvero quelle dell’area mineraria, sottoposta a lavori di grande impatto. L’arrivo, ormai quasi certo, delle terre della Tav sbloccherà anche i 24 milioni di euro di lavori collaterali alla viabilità del fondovalle cavrigliese. “Anche se da noi arriverà solo il 50% del materiale di scavo previsto inizialmente – ha aggiunto il sindaco – , tutti gli investimenti sono confermati, in quanto sono legati non alla quantità, ma all’arrivo reale delle terre”. Quindi sarà realizzato il bypass di collegamento di quasi 600 metri, la metà dei quali in galleria, tra la regionale 69, all’altezza del Restone e il fondovalle di Cavriglia.

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