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Un anno e mezzo di duro lavoro e di grandi risultati per le Fiamme Gialle di Arezzo e del Valdarno

Un bilancio positivo, che testimonia il grande lavoro svolte dalle fiamme gialle aretine nell’ultimo anno e mezzo. Al Comando Provinciale, alla presenza delle più alte cariche istituzionali della provincia di Arezzo, del Comandante Provinciale, Col. Adriano Lovito e di una rappresentanza di Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri e del personale in congedo delle Sezioni A.N.F.I. di Arezzo e Valdarno Superiore, si è svolta la cerimonia del 249° anniversario della fondazione del Corpo. Per l’occasione è stato tracciato un resoconto del lavoro svolto dalla Gdf nel 2022 e nei primi cinque mesi dell’anno in corso. Nel territorio di competenza sono state eseguiti 373 interventi ispettivi e 220 indagini, per contrastare gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità economica ed organizzata: un impegno “a tutto campo”, a tutela di famiglie e di imprese in difficoltà ed a sostegno delle prospettive di rilancio e di sviluppo del Paese, per garantire la corretta destinazione delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Sono stai attuati interventi sempre più mirati e selettivi, basati sull’incrocio tra banche dati fiscali e di polizia, sul controllo economico del territorio e sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria, nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e, in particolare, verso coloro che pongono in essere condotte fraudolente e illeciti a carattere internazionale. Nel periodo in esame, sono stati scoperti 99 evasori totali, ossia soggetti esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco e 218 lavoratori in “nero” o irregolari. 73 sono i datori di lavoro verbalizzati, per aver impiegato manodopera irregolare. Tra le operazioni di maggior rilievo, quella dei Finanzieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno, che hanno individuato un laboratorio di fabbricazione di accessori per abbigliamento, completamente sconosciuto al fisco. L’attività era gestita  da un imprenditore che, in base alle risultanze, ha utilizzato 28 lavoratori in nero e 9 irregolari, in modo da abbattere notevolmente i costi aziendali.
I soggetti denunciati per reati fiscali sono stati complessivamente 96, mentre il valore dei beni sequestrati e confiscati è di 4 milioni di euro. Le proposte di sequestro, tuttora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, ammontano ad oltre 30 milioni di euro. Da segnalare anche il lavoro dei militari del Gruppo di Arezzo, che a conclusione di accertamenti di natura finanziaria e patrimoniale, hanno eseguito un sequestro preventivo, vincolando somme di denaro per 340.000 euro e immobili abitativi e commerciali, per un valore di oltre 420.000 euro, pari al profitto derivante dai reati tributari, quali l’omesso versamento di ritenute fiscali e IVA, ascritti al rappresentante legale di una società aretina, attiva nel settore dell’abbigliamento.
Sono 4 invece i casi di evasione fiscale internazionale scoperti, principalmente riconducibili a società “esterovestite” o a “stabili organizzazioni occulte” in Italia. Sono state avanzate 34 proposte di cessazione di partita IVA, nei confronti di soggetti economici connotati da profili di pericolosità fiscale, riconducibili a società cosiddette “apri e chiudi”, costituite strumentalmente per evadere le imposte. Relativamente ai fenomeni delle frodi fiscali e delle indebite compensazioni, sono diverse le attività concluse.
Merita particolare menzione la complessa indagine di polizia giudiziaria, svolta dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, nei confronti di un’organizzazione criminale, con base in città, dédita alla commissione di una pluralità di delitti, che vanno dalla frode fiscale, realizzata mediante l’evasione dell’IVA derivante dalla compravendita di metallo prezioso, per un giro d’affari di circa 100 milioni di euro, all’autoriciclaggio dei proventi illecitamente accumulati. L’attività ha portato alla denuncia di 8 soggetti, indagati, a vario titolo, per truffa, riciclaggio e autoriciclaggio, ed al sequestro di 21 kg. di metalli preziosi e denaro contante, per un valore di oltre 1,8 milioni di euro. Inoltre, gli interventi ispettivi fiscali hanno fatto emergere IVA dovuta per circa 10 milioni di euro, oltre a base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, per 500.000 euro. Sempre nel comparto della lotta all’evasione fiscale, notevole il lavoro nel settore della tassazione dei proventi illeciti; la legislazione prevede che qualsiasi accrescimento di ricchezza da fonte illegale sia da considerarsi soggetto ad imposizione fiscale.
In un caso, sono emersi proventi da attività illecite per 1,2 milioni di euro, con il conseguente recupero a tassazione, che hanno comportato la denuncia alla locale Procura della Repubblica di 2 soggetti, per reati tributari. Un ntervento eseguito dai Finanzieri del Gruppo di Arezzo, che hanno avviato una verifica fiscale, nei confronti di un soggetto autore di molteplici truffe, rilevando l’omessa dichiarazione di redditi, a cui è corrisposta  un’imposta evasa di circa 500.000 euro, per gli anni 2019 e 2020.
Non è mancata l’attenzione delle Fiamme Gialle aretine per la tutela della libera concorrenza del mercato e per assicurare il monitoraggio dei prezzi, nonché per contrastare le condotte fraudolente nel settore dei prodotti energetici. Sono stati 421 i controlli in materia di circolazione dei prodotti sottoposti ad accise. Numerosi quelli sul rispetto della normativa in tema di trasparenza dei prezzi al consumatore (71), con 15 violazioni riscontrate, per irregolarità nella disciplina della pubblicità dei prezzi del carburante.
La Guardia di Finanza ha dedicato poi una particolare attenzione agli illeciti in materia di spesa pubblica. Nel complesso, sono 234 gli interventi svolti a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, da quelli finanziati dall’Unione europea a quelli degli enti locali, cui si aggiungono 10 deleghe d’indagine, concluse in collaborazione con la Procura Regionale della Corte dei conti. Si tratta di attività che hanno spesso una ricaduta sul versante erariale e che hanno comportato la segnalazione alla Magistratura contabile di danni per circa 2,7 milioni di euro.  Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, nell’ultimo anno e mezzo, è stato realizzato uno specifico dispositivo operativo per contrastare i fenomeni di illecita percezione del “Reddito di Cittadinanza”.
Gli interventi, svolti anche con il contributo dell’INPS, sono stati indirizzati, in maniera puntuale e selettiva, nei confronti delle posizioni (ben 91) connotate da concreti elementi di rischio ed hanno permesso di intercettare 587.000 euro di erogazioni indebitamente percepite e 195.000 euro di aiuti richiesti e non ancora riscossi, nonché di segnalare 80 soggetti all’Autorità Giudiziaria, per le ipotesi di reato di falso, previste dalla normativa di settore.
La Guardia di Finanza è inoltre chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nel dispositivo di controllo, per assicurare che le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vengano utilizzate correttamente. Le direttive operative impartite per il corrente anno sono dirette, in particolare, al presìdio dei progetti e degli investimenti finanziati. In questa  ottica, sta proseguendo la collaborazione interistituzionale tra il Comando Provinciale e la Provincia di Arezzo, sulla base dello specifico protocollo d’intesa, siglato lo scorso anno, che rafforza l’attività di analisi e di controllo posta in essere dalla Guardia di Finanza. Analoghi scambi informativi sono in corso con ulteriori enti territoriali.
In merito ai progetti finanziati con fondi del PNRR, è stata svolta un’approfondita attività di analisi, grazie alla quale è stato individuato un novero di soggetti, con vari indici di rischio.
I 26 controlli, sinora svolti, hanno riguardato, principalmente, soggetti economici che vantano crediti fiscali (anch’essi finanziati con il PNRR), inerenti a costi per “ricerca e sviluppo” e per l’“acquisto di beni strumentali”. Riguardo al contrasto della criminalità organizzata e sul fronte economico-finanziario, riguardo la tutela del mercato dei capitali,
è stato operato il sequestro di beni per un valore di oltre 3 milioni di euro. 8 le persone denunciate, in materia di riciclaggio ed autoriciclaggio, per un valore accertato di  22 milioni di euro. In merito agli accertamenti finalizzati alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, i Reparti hanno proceduto allo sviluppo di 152 segnalazioni di operazioni sospette.
In applicazione della normativa antimafia, sono stati poi sottoposti ad accertamenti patrimoniali 62 soggetti e ammonta a oltre 2,7 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro. Tra le operazioni quella conclusa nel 2022,  in collaborazione con la Polizia di Stato, che ha portato all’esecuzione di un decreto di confisca dell’intero patrimonio di una società di Arezzo, per un valore di oltre 1,5 milioni di euro, riconducibile ad un soggetto condannato con sentenza definitiva, per “associazione di tipo mafioso”. Sono stati poi eseguiti 795 accertamenti, a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, per la maggior parte riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.
Sul versante della tutela del mercato dei beni e dei servizi, sono state effettuate investigazioni per contrastare il fenomeno della contraffazione di marchi registrati, l’usurpazione di indicazioni di origine e di qualità delle merci, le false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti e le violazioni alla normativa sul diritto d’autore. I Reparti operativi hanno effettuato 90 interventi e sottoposto a sequestro oltre 153 mila prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e/o non sicuri, segnalando agli Uffici competenti 46 soggetti.
Di particolare importanza, nel settore del contrasto alla diffusione di prodotti non sicuri,  l’operazione che ha interessato operatori economici di Arezzo, Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Bibbiena e Capolona e che ha portato al sequestro, tra l’altro, di oltre 8.800 giocattoli, ritenuti irregolari, in quanto palesemente non conformi ai requisiti tecnici previsti, così come stabilito dalla disciplina nazionale e comunitaria.
Nel corso delle attività investigative, sono emerse anche violazioni sulla tutela del patrimonio culturale. Sono stati recuperati beni di alto valore storico, grazie all’indagine condotta dalla Tenenza di Poppi, riguardante reperti archeologici di origine etrusca, manufatti in ceramica e terracotta di pregiata fattura e di inestimabile valore, risalenti al periodo tra il VII e il VI secolo a.C., di provenienza dall’area dell’Etruria meridionale, tutti sottoposti a sequestro, per essere restituiti alla collettività.
Relativamente al contrasto dello spaccio di droga, sono invece 26 gli interventi effettuati, che hanno permesso di sequestrare circa 25 kg. di varie sostanze stupefacenti, con la segnalazione alle Autorità competenti di 35 soggetti.
Di rilievo è sicuramente l’operazione, originata dall’attività investigativa condotta nel territorio valdarnese dai militari della Compagnia di San Giovanni Valdarno, che ha consentito la scoperta e, quindi, il sequestro di 19 “panetti” di hashish, oltre a denaro contante, nonché l’arresto di un soggetto.
L’impegno concorsuale del Corpo nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica continua ad essere garantito nell’ambito della gestione delle manifestazioni pubbliche e di eventi di particolare rilevanza. Per ciò che attiene al controllo del territorio, sono molteplici i servizi svolti in materia di pubblica utilità “117” (2.064 pattuglie), nonché quelli svolti nell’ambito del concorso all’ordine ed alla sicurezza pubblica, disposti dall’Autorità Provinciale di P.S.
Sempre nell’ambito del controllo economico del territorio, lo scorso anno, sono stati sottoposti a sequestro oltre 500 kg. di articoli pirotecnici ed è stato denunciato il titolare di un esercizio commerciale, per irregolarità nella detenzione e nello stoccaggio dei materiali esplosivi.

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