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“Via le croci dalle montagne”. La proposta del Cai fa discutere e scatena polemiche

Mai più croci sulle montagne: la proposta del direttore editoriale del Cai (Club alpino italiano) Marco Albino Ferrari avanzata sulle pagine della rivista dell’Associazione “Lo Scarpone” e durante la presentazione di un libro negli ultimi giorni ha fatto molto discutere, anche e soprattutto a livello politico.  L’editoriale parla della “necessità di lasciare integre le croci esistenti, perché testimonianze significative di uno spaccato culturale, e allo stesso tempo di evitare l’istallazione di nuovi simboli sulle cime. Nessuno intende rimuovere le croci che già ci sono, ma è il presente caratterizzato da un dialogo interculturale che va ampliandosi e da nuove esigenze paesaggistico-ambientali, a indurre il Cai a disapprovare la collocazione di nuove croci e simboli sulle nostre montagne”. Ferrari ha dunque detto di non collocare nuove croci e non di abbattere quelle già esistenti. Però la dichiarazione ha scatenato una ridda di polemiche, anche qui in Valdarno. A tutti è venuto subito in mente il Pratomagno, sulla cui cima svetta la croce, che rappresenta un tutt’uno con il paesaggio ed è meta previlegiata per molti escursionisti. Senza la croce, visibile nettamente nelle giornate terse sia dal Valdarno che dal Casentino, lo skyline non sarebbe sicuramente più lo stesso. Le polemiche politiche sono arrivate dai partiti del centro destra. L’esponente valdarnese della Lega Costantino Ciari ha scritto: “Che facciamo con la croce del Pratomagno? La buttiamo giù?” In ogni caso, è arrivato il dietrofront del  presidente del Club alpino italiano, Antonio Montani. “Si tratta di un equivoco- ha detto- l’argomento non è mai stato trattato in alcuna sede ufficiale”. No comment e nessuna presa di posizione sulla vicenda e sulla dichiarazioni rilasciate dal direttore editoriale Ferrari da parte della sezione valdarnese del Cai.  In ogni caso la croce del Pratomagno rimane dov’è, con buona pace di tutti.

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