Le Comunità Energetiche Rinnovabili come leva strategica per la transizione ecologica e come nuova “infrastruttura sociale” in grado di coniugare sostenibilità ambientale, sviluppo economico e coesione territoriale. È questo il tema al centro dell’evento “Energia condivisa per una nuova infrastruttura sociale”, promosso dal CNEL e dall’ENEA a Roma, a cui ha preso parte Silvia Chiassai Martini, in qualità di Presidente della Fondazione CER Italia. L’incontro ha riunito istituzioni, enti regolatori e soggetti tecnici impegnati nello sviluppo delle comunità energetiche, con l’obiettivo di fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive future di un modello considerato sempre più centrale nelle politiche energetiche nazionali ed europee. Nel suo intervento, Chiassai Martini ha ringraziato il presidente del CNEL Renato Brunetta, sottolineando il ruolo dell’ente come sede di confronto tra istituzioni e attori del settore. Le CER, ha evidenziato, rappresentano uno strumento ormai imprescindibile per gestire la transizione energetica e per garantire ricadute concrete sui territori, sia in termini ambientali che sociali ed economici. Al centro del dibattito il lavoro del tavolo nazionale sulle comunità energetiche, che coinvolge Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ARERA, GSE, ENEA e numerosi altri soggetti istituzionali e associativi. L’obiettivo condiviso è arrivare alla definizione di un quadro normativo più strutturato, anche attraverso una possibile iniziativa legislativa da sottoporre al Parlamento, capace di accompagnare la crescita delle CER e favorirne la diffusione su tutto il territorio nazionale.
Durante i lavori è stato inoltre evidenziato il forte interesse verso lo strumento: dal Ministero dell’Ambiente è stato ricordato come siano circa 48.000 le domande presentate nell’ambito dei fondi PNRR destinati alla realizzazione di impianti inseriti nelle comunità energetiche, segnale della crescente attenzione da parte di enti locali, imprese e cittadini. Tra i temi affrontati anche il potenziamento delle infrastrutture di rete, considerato un elemento essenziale per garantire la piena operatività delle CER, e le sperimentazioni in corso per ampliare i meccanismi di scambio energetico anche nei contesti urbani più complessi, inclusi i centri sopra i 50.000 abitanti. Ampio spazio è stato dedicato inoltre alle misure allo studio da parte di ARERA, tra cui lo scorporo degli oneri di sistema dalla bolletta elettrica, intervento che potrebbe tradursi in ulteriori benefici economici per i partecipanti alle comunità energetiche.

Chiassai Martini, membro del gruppo di lavoro TENVAL coordinato dal professor Sergio Olivero del Politecnico di Torino, ha infine richiamato l’esigenza di rafforzare la partecipazione di Comuni, cittadini e imprese alle CER già operative, sottolineando come la finestra temporale per cogliere pienamente le opportunità del PNRR sia limitata e richieda un’accelerazione dei processi. Tra le proposte discusse anche l’elaborazione di un codice etico delle comunità energetiche, finalizzato a garantire trasparenza, affidabilità e solidità dei progetti, con l’obiettivo di rafforzare la fiducia dei cittadini nei nuovi modelli di produzione e condivisione dell’energia. A margine dell’evento è stato firmato un protocollo d’intesa tra CNEL ed ENEA, sottoscritto dal presidente Renato Brunetta e dalla presidente Francesca Mariotti, per rafforzare la collaborazione istituzionale sullo sviluppo delle CER, considerate una delle leve principali della transizione energetica nazionale.
![]()
