Sarà la colonna sonora delle prossime Feste del Perdono. Si chiama “Batte il Cuore, Montevarchi” ed è una canzone nata quasi per gioco, con il testo scritto dal consigliere comunale Claudio Rossi e la musica, gli arrangiamenti e l’interpretazione realizzati con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Un brano che in questi giorni è apparso sui social e che, nelle intenzioni del suo autore, vuole soprattutto raccontare ed esaltare la “montevarchinità”. L’idea è nata durante il periodo pasquale. Rossi aveva iniziato a mettere insieme alcune frasi e alcuni passaggi che avrebbero potuto diventare il testo di una canzone, anche pensando a un omaggio al cugino Massimo Ulivi, una delle anime della Pro Loco di Montevarchi, scomparso prematuramente e profondamente innamorato della città e del territorio. «È un progetto nato per scherzo – ha spiegato Rossi –. Avevo scritto alcune frasi, alcuni passaggi, anche nel ricordo di Massimo. Così ho deciso di comporre il testo e, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, di arrivare al prodotto finito con gli arrangiamenti, la musica e l’interprete della canzone».
Il risultato è piaciuto alla Pro Loco di Montevarchi e all’assessore Sandra Nocentini, tanto da portare alla decisione di diffondere il brano attraverso i canali social e di proporlo come colonna sonora delle Feste del Perdono. Una scelta legata anche ai riferimenti contenuti nella canzone al Gioco del Pozzo, uno degli appuntamenti più caratteristici della manifestazione. Ed è proprio attorno al’evento che Rossi ha costruito una parte importante del significato del brano. «C’è il confronto tra i rioni – ha spiegato – storicamente era per avere la prelazione sull’accesso all’acqua del pozzo. E la manifestazione si svolge davanti al Palazzo del Podestà, dove freme l’orgoglio cittadino». Da qui il collegamento con la politica locale. «Questa, se la trasponi, è una metafora pienamente politica, perché Piazza Varchi sarà presto scena del confronto politico, prima fuori, durante le elezioni, e poi, per chi vince, dentro al Palazzo del Podestà, ma tutti lotteranno per questo senso di montevarchinità e per cercare di portare il meglio per la città», ha aggiunto.
Il brano, dunque, non è soltanto un omaggio alla città e alle sue tradizioni, ma contiene anche una lettura personale del rapporto tra Montevarchi, la sua identità e il futuro confronto politico. Un modo per utilizzare una tradizione popolare come il Gioco del Pozzo per parlare della città contemporanea e della competizione per amministrarla. C’è poi il ricordo di Massimo Ulivi, al quale Rossi ha voluto dedicare il brano. «Te che tra un modellino di aereo e l’altro mi hai insegnato a desiderare il cielo, a te che amavi questo territorio e la nostra città come pochi, a te che conoscevi meglio di me queste colline, il loro buon vino e le loro tradizioni che con curiosità amavi riscoprire e tramandare. A te che come un fratello maggiore mi hai insegnato che dietro ogni angolo ed in ogni piazzetta “c’è sempre una storia che aspetta chi non va di fretta…”».
Poi il saluto al cugino scomparso prematuramente: «Te ne sei andato presto e da quel giorno sentivo che ti dovevo ancora qualcosa. Mi piace pensare che queste parole siano probabilmente le stesse che avresti usato anche tu per la nostra Montevarchi. Caro Massimo Ulivi, caro cugino, grazie per tutte le volte che mi hai insegnato a farmi battere forte il cuore per la nostra città». “Batte il Cuore, Montevarchi” arriva così alle Feste del Perdono con una doppia anima: da una parte il racconto affettuoso di una città, delle sue tradizioni e del suo orgoglio; dall’altra una riflessione più personale e politica sul futuro di Montevarchi. E tutto nasce da un testo scritto per gioco, trasformato in canzone grazie all’intelligenza artificiale e oggi destinato ad accompagnare uno degli appuntamenti più sentiti della città.
LA CANZONE SCRITTA DA CLAUDIO ROSSI
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