Sangio fuori dalla coppa! Un grave scivolone e molte cose da rivedere! Troppi autogoal in questi anni!

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Una brutta figura, di cui non se ne avvertiva certo la mancanza. E non solo per i riflessi che questo fatto ha avuto per il futuro in Coppa (la Sangio, detentrice in Toscana, ha subito perso il diritto di difenderla), ma, soprattutto, per ciò che produce fra i tifosi azzurri e nell’opinione pubblica generale in un momento particolare della stagione, dove l’entusiasmo dovrebbe essere il carburante primario. Chiaro come le “colpe” siano di chi in primis doveva accertarsi della situazione disciplinare e non l’ha fatto, vale a dire tutti quelli che frequentano ogni giorno la segreteria, la sede e magari, seppur in misura minore, anche il campo di gioco. Ricordo Braglia, per esempio, meticolosissimo nel chiedere come stessero le cose. I compianti Giorgio Galli, Graziano Gioli e il grande Renato Piazzesi a Montevarchi, impeccabili segretari per tanti anni delle loro società, mi dicevano sempre come ai nuovi arrivati si chiedesse la situazione disciplinare. Di fronte alle incertezze, riesaminavano i bollettini e poi chiamavano la federazione per sincerarsi definitivamente del tutto. Oggi, peraltro, l’informatica ti favorisce, andando anche sui vari siti. In caso di ulteriore dubbio, il calciatore magari veniva invitato a stare fuori, non trattandosi di una finale di Coppa dei Campioni.

 

 

Si parte male, insomma, e il patron Neri e chi per lui dovranno per forza tenere conto di questo brutto scivolone. Se una società più piccola della Sangiovannese e con minori ambizioni (con grande rispetto per la Baldaccio) riesce a cogliere queste cose elementari e qui ci si casca dentro superficialmente, facciamoci delle domande e diamoci delle risposte. Tanto più che si trattava soltanto di leggere un vecchio bollettino federale che parla esplicitamente di Galligani squalificato per cumulo di ammonizioni dopo Lucchese-Viareggio in Coppa Italia. Adesso la figuretta rimane, in un momento in cui è necessario serrare le fila, dando un’immagine nuova e diversa anche sotto il profilo strettamente organizzativo. E per la Sangiovannese, poi, si tratta del terzo caso in poco più di dieci anni. Davvero un’enormità, per voltarsi ancora dall’altra parte! A stretto giro di posta sono arrivate le scuse della società. Gradite, ma che non spostano il problema di un errore grave e non marginale per la vita di una società stessa come la Sangiovannese. Soprattutto se reiterato.

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