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«Mi hanno restituito alla vita»: Walter Tuberoni racconta l’arresto cardiaco dopo la mezza maratona di Pisa

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«Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno restituito alla vita: dai soccorritori, che al terzo tentativo ce l’hanno fatta, all’équipe dell’ospedale che, oltre a intervenire chirurgicamente, da un lato mi ha spiegato con calma le modalità con cui si stava svolgendo l’intervento e dall’altro ha sdrammatizzato la situazione». Sono parole di profonda riconoscenza quelle pronunciate da Walter Tuberoni, il podista di 59 anni dell’Atletica Sangiovannese colpito da un arresto cardiaco domenica scorsa, pochi minuti dopo aver concluso la Pisa Half Marathon. Tuberoni ci risponde direttamente dal suo letto dell’ospedale Cisanello di Pisa, dove è ricoverato dopo il malore. Le sue condizioni sono buone e può raccontare quei momenti drammatici che avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi. Una vicenda che si è consumata quando la gara era ormai alle spalle e che ha trasformato una giornata di sport in un’esperienza che difficilmente dimenticherà. «Non mi sarei mai aspettato di finire in arresto cardiaco al termine della gara, quando lo sforzo massimale era esaurito da tre o quattro minuti e stavo tranquillamente al ristoro post-gara», racconta. «Come mi ha spiegato un medico dell’ospedale pisano, sono eventi che possono verificarsi in modo imprevedibile anche in persone allenate e considerate a basso rischio di infarto, quale io ero. Tra l’altro, in tutti questi anni non ho mai avuto problemi a ottenere l’idoneità sportiva agonistica».

Per Walter è stato, dunque, «un fulmine a ciel sereno». Durante la corsa, infatti, si sentiva particolarmente bene, tanto da aver ottenuto il suo miglior tempo stagionale sulla distanza della mezza maratona. «In corsa stavo molto bene. Tra l’altro, ho fatto il mio miglior tempo sulla distanza per quest’anno e ho aumentato il ritmo nel finale, come mi succede quando mi sento bene e riesco a gestire nel modo giusto il passo gara». Il malore è arrivato quando la competizione era ormai finita. Erano trascorsi appena tre o quattro minuti dal taglio del traguardo e Tuberoni si trovava nella zona del ristoro, dove aveva preso un po’ d’acqua e una banana. Poi, all’improvviso, qualcosa è cambiato. «Ha iniziato a girarmi la testa, a mancarmi le forze e ho sentito un dolore abbastanza forte al torace, al collo, fino alle orecchie. Ricordo di essermi buttato giù e di aver avuto tanta gente intorno, compresi i miei giovani amici Stefano e Lorenzo, che avevano corso con me, e un medico podista che forse è stato il primo a soccorrermi. Poi i ricordi si fanno vaghi, fino alla perdita di coscienza». In quei momenti, la rapidità dell’intervento e la presenza dei soccorritori si sono rivelate determinanti. Lo stesso Tuberoni riconosce di essere stato fortunato anche per il luogo in cui si è verificato l’episodio, a poca distanza dall’area dedicata all’assistenza sanitaria. «Mi ritengo molto fortunato perché mi sono sentito male in una situazione vantaggiosa, assai vicina alla tenda di pronto soccorso. Credo che i soccorsi siano stati davvero tempestivi».

 

 

Dopo il malore è scattato il trasferimento a Cisanello, dove i medici sono intervenuti per trattare il problema cardiaco. Una volta recuperata una parziale lucidità, Walter ha cominciato a rendersi conto di quanto era accaduto e delle cure ricevute. «All’ospedale ho ripreso una parziale lucidità e mi sono reso conto del tipo di intervento che il cardiochirurgo e la sua équipe hanno svolto, con l’installazione di uno stent coronarico». Da qui il desiderio di rivolgere un ringraziamento a tutte le persone che gli hanno salvato la vita e che lo stanno accompagnando in questa fase delicata. Un riconoscimento che comprende sia chi è intervenuto nei primi istanti sia i professionisti sanitari che lo hanno curato in ospedale, per la competenza dimostrata durante l’intervento, ma anche per la capacità di rassicurarlo e spiegargli quanto stava accadendo. La mezza maratona di Pisa, nelle intenzioni del podista sangiovannese, avrebbe dovuto rappresentare una tappa di preparazione in vista di un appuntamento ancora più impegnativo: la maratona di Verona, in programma il mese prossimo. Un progetto sportivo che, almeno per il momento, dovrà essere accantonato. «La gara, credo la mia ultima gara a questo punto, era la mezza maratona di Pisa, un evento agonistico che intendevo “utilizzare” in preparazione alla maratona di Verona del prossimo mese. Il destino ha deciso diversamente, ma davvero non intendo lamentarmi!».

L’esperienza vissuta ha inevitabilmente cambiato le prospettive sportive di Walter, che guarda comunque al futuro con sollievo e fiducia. Le indicazioni ricevute dai medici sono rassicuranti: il danno sarebbe limitato e i parametri cardiaci sono tornati su valori buoni già a distanza di 24 ore dall’evento. «Potrò condurre una vita normale e fare sport in modo più soft», spiega. Una prospettiva che gli permette di guardare avanti, pur con la consapevolezza di dover probabilmente rinunciare alle competizioni agonistiche. Tuberoni vuole infine rivolgere un pensiero alle persone che gli sono state vicine in queste ore difficili: gli amici, i parenti, i colleghi di lavoro e i compagni dell’Atletica Sangiovannese, con i quali ha condiviso la passione per la corsa e tanti chilometri lungo l’argine dell’Arno. «La loro vicinanza l’ho sentita e mi è stata e mi sarà di grande aiuto nella convalescenza».

Resta una domanda: potrà ancora correre? Walter non vuole sbilanciarsi, ma non esclude del tutto di tornare a indossare le scarpe da running, seppure con ritmi e obiettivi diversi. «È presto per rispondere», dice, lasciando però aperto uno spiraglio. «Tuttavia, credo che qualche corsetta a ritmo lento potrò tornare a farla. Certamente non l’agonismo». Per ora, la priorità è recuperare e lasciarsi alle spalle una domenica che avrebbe dovuto essere soltanto una giornata di sport e che si è trasformata in un’esperienza drammatica. Con la gratitudine di chi sa di aver ricevuto una seconda possibilità e il sostegno delle tante persone che, in queste ore, gli hanno fatto sentire quanto sia importante la sua presenza.

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