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Figline Incisa, FdI chiede un Consiglio comunale aperto su treni e ponti: «Rischio paralisi per il Valdarno»

Fonte Wikimedia Commons

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Un Consiglio comunale aperto per affrontare pubblicamente le criticità del trasporto ferroviario pendolare e le conseguenze dei lavori straordinari previsti sui ponti del territorio. È la richiesta avanzata dai rappresentanti di Fratelli d’Italia a Figline Incisa, che sollecitano un confronto istituzionale alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Filippo Boni e della sindaca della Città Metropolitana di Firenze Sara Funaro. A firmare la richiesta sono Enrico Venturi, coordinatore e capogruppo di FdI, e le consigliere comunali Evelina Pagni e Daniela Fabrizi. L’obiettivo, spiegano, è ottenere risposte sulle due questioni che, secondo il gruppo, stanno incidendo pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini del territorio. Il primo fronte è quello dei collegamenti ferroviari. «La situazione dei pendolari non solo non è migliorata, ma è nettamente peggiorata negli ultimi mesi», sostengono gli esponenti di Fratelli d’Italia, denunciando ritardi continui, cancellazioni improvvise e disservizi che renderebbero sempre più difficile per lavoratori e studenti raggiungere Firenze e le altre località vicine partendo da Figline Incisa. «Non possiamo più accettare un servizio così insufficiente», affermano.

 

 

Accanto ai problemi della ferrovia c’è la questione degli interventi sulle infrastrutture viarie, con particolare riferimento ai ponti di Matassino, Incisa e sul torrente Resco. Le cifre indicate nel comunicato sono di 5,5 milioni di euro per il ponte di Matassino, circa 4,6 milioni per quello di Incisa e 650mila euro per il ponte sul Resco: complessivamente, oltre 10 milioni di euro. Per i rappresentanti di FdI, questi importi non possono essere considerati un motivo di vanto, ma rappresentano «la prova tangibile di anni di mancata manutenzione ordinaria e programmata». Secondo il gruppo, la necessità di ricorrere oggi a interventi straordinari sarebbe il risultato di una manutenzione che, a loro giudizio, non è stata adeguatamente programmata nel tempo. La preoccupazione riguarda soprattutto le ripercussioni sulla mobilità. «Il nostro timore fondato è che l’avvio concomitante di questi cantieri possa paralizzare la viabilità dell’intero Valdarno», dichiarano Venturi, Pagni e Fabrizi, richiamando anche la questione del secondo ponte, un’opera che considerano strategica per alleggerire il traffico e garantire un collegamento alternativo in caso di criticità sulla viabilità esistente.

Il gruppo ritiene che l’interrogazione affrontata nell’ultimo Consiglio comunale non abbia fornito risposte sufficienti. Da qui la richiesta di convocare una seduta aperta, che consenta di fare chiarezza sui programmi dei lavori, sulle tempistiche e sulle soluzioni previste per la viabilità alternativa. Al centro del confronto dovrebbe esserci anche il trasporto pubblico, sia ferroviario sia su gomma, per individuare misure in grado di limitare i disagi durante l’esecuzione dei cantieri e garantire collegamenti adeguati ai pendolari. La richiesta di Fratelli d’Italia punta quindi a portare le due emergenze al centro di un confronto pubblico con gli enti competenti, chiedendo impegni precisi sulle opere, sulla gestione della circolazione e sul miglioramento dei servizi di trasporto.

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