Dopo oltre trent’anni, un legame rimasto nella memoria delle due comunità si prepara a diventare un patto istituzionale, con l’ambizione di trasformarsi in una collaborazione concreta e duratura. San Giovanni Valdarno ed Elbeuf Sur Seine rilanciano il percorso di gemellaggio avviato tra il 1988 e il 1991, puntando a costruire nuove occasioni di scambio tra istituzioni, scuole, associazioni e cittadini e a rafforzare i rapporti tra le due realtà europee. Il primo passaggio ufficiale si è svolto ieri pomeriggio a Elbeuf, dove il sindaco di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, è intervenuta durante la seduta del consiglio comunale della città francese. La delibera che apre la strada alla formalizzazione del gemellaggio è stata approvata all’unanimità, con soddisfazione da entrambe le parti. Il percorso proseguirà il 29 ottobre, quando il provvedimento sarà sottoposto al consiglio comunale di San Giovanni Valdarno. La firma ufficiale del patto è prevista in due momenti: a novembre il sindaco Vadi e una delegazione sangiovannese si recheranno a Elbeuf, mentre a gennaio 2027 sarà la città del Marzocco a ospitare il sindaco francese Djoudé Merabet e la delegazione istituzionale transalpina.
«Oggi è una giornata importante per le nostre due comunità cittadine: finalmente il legame che unisce, da oltre trent’anni, Elbeuf Sur Seine e San Giovanni Valdarno avrà una formalizzazione istituzionale. Siamo davvero molto felici e soddisfatti», ha dichiarato Vadi nel suo intervento, esprimendo l’emozione per la possibilità di riprendere e portare a compimento un percorso avviato molti anni fa. Tra il 1988 e il 1991 le due città avevano infatti sviluppato rapporti di scambio istituzionale, coinvolgendo anche le scuole. Un’esperienza che ha lasciato un ricordo vivo nella comunità sangiovannese, ma che all’epoca non era riuscita a tradursi in una collaborazione strutturata. Recuperare quel legame è diventata una scelta dell’attuale amministrazione comunale, nell’ambito di una più ampia strategia di apertura internazionale e di costruzione di relazioni con altre comunità europee. Il riavvicinamento è partito dalla ricerca delle tracce del rapporto storico tra le due città negli archivi comunali. Un lavoro portato avanti dalla funzionaria Chiara Olmastroni, affiancato dal ricordo di Elbeuf da parte dell’assessore ai gemellaggi Fabio Franchi.

Il 14 novembre 2024 il sindaco Vadi ha inviato la prima lettera al collega francese Djoudé Merabet, proponendo di riallacciare i rapporti interrotti molti anni prima. Da quel momento il dialogo tra le due amministrazioni si è progressivamente consolidato, attraverso una serie di incontri e visite reciproche. Nel settembre 2025 Vadi si è recata a Elbeuf insieme a una delegazione di San Giovanni Valdarno. Nel dicembre dello stesso anno è stata invece la città del Marzocco ad accogliere una rappresentanza francese guidata dalla vicesindaca Beatrice Lefel. Due tappe che hanno contribuito a rafforzare la conoscenza reciproca e a preparare il percorso istituzionale arrivato ora a un passaggio decisivo. Alla base del nuovo patto ci sono caratteristiche storiche, geografiche e culturali che accomunano San Giovanni Valdarno ed Elbeuf Sur Seine. Entrambe le città sono attraversate da un fiume, l’Arno e la Senna, presentano dimensioni e paesaggi per molti aspetti simili e condividono una significativa storia produttiva e industriale. A unirle sono anche la presenza di patrimoni artistici e architettonici di pregio e le radici nella Resistenza al nazifascismo. Questi elementi rappresentano le fondamenta di una relazione che le due amministrazioni intendono tradurre in iniziative e progetti concreti. Gli ambiti di collaborazione individuati sono numerosi: dalla promozione culturale alla tutela dell’ambiente e alla lotta al cambiamento climatico, dallo sviluppo economico e turistico agli scambi tra scuole, giovani, università e centri di formazione.

Il gemellaggio punta inoltre a favorire i rapporti tra le associazioni, valorizzare le tradizioni locali e promuovere una cittadinanza europea attiva e partecipata. L’obiettivo è creare occasioni di incontro e crescita reciproca, coinvolgendo direttamente le comunità e facendo in modo che il patto non rimanga soltanto un accordo formale tra amministrazioni. Nel suo intervento a Elbeuf, Vadi ha voluto sottolineare anche il significato che le relazioni tra città possono assumere in una fase storica segnata da conflitti e tensioni internazionali. Il rilancio del gemellaggio si inserisce così in una prospettiva che va oltre i rapporti istituzionali: rafforzare la conoscenza reciproca, costruire legami tra cittadini e contribuire, a partire dalle comunità locali, a una cultura europea fondata sul dialogo e sulla cooperazione.
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