Chianti e Valdarno fiorentino, si rafforza la rete dei musei: convenzione rinnovata fino al 2030

Condividi

Una rete che mette insieme sei Comuni, otto musei e un patrimonio culturale diffuso fatto di pievi, chiese, ville, aree archeologiche e altri luoghi di interesse. Il Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino rafforza la propria collaborazione e rinnova la convenzione che regola le attività comuni, con un accordo valido fino al 2030. La nuova convenzione è stata presentata questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione Toscana, alla presenza dell’assessora alla Cultura Cristina Manetti, dei rappresentanti dei Comuni coinvolti e della responsabile scientifica del Sistema museale Lucia Bencistà. Fanno parte della rete Barberino Tavarnelle, Figline e Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Reggello, Rignano sull’Arno e San Casciano in Val di Pesa, quest’ultimo Comune capofila. Realtà diverse per storia e identità che vengono riunite all’interno di un unico percorso culturale, con l’obiettivo di valorizzare in maniera coordinata musei e luoghi d’arte e renderli sempre più conosciuti e accessibili. «Fare rete significa dare più forza e più visibilità a un patrimonio straordinario che vive nei nostri territori – ha detto Cristina Manetti –. Il Sistema museale del Chianti e del Valdarno fiorentino è un esempio concreto di cultura diffusa: musei, pievi, luoghi d’arte e aree archeologiche diventano parte di un unico racconto, capace di valorizzare le identità locali e, allo stesso tempo, di costruire un’offerta culturale più forte e riconoscibile. Il rinnovo della convenzione fino al 2030 consolida una collaborazione importante tra i Comuni e conferma quanto sia strategico mettere insieme risorse, competenze e progettualità per rendere il nostro patrimonio sempre più accessibile, conosciuto e vissuto».

 

 

Il Sistema nasce dall’incontro delle precedenti esperienze museali del Chianti e del Valdarno e si è consolidato con la convenzione sottoscritta nel 2012. La collaborazione punta su una gestione coordinata degli spazi e sulla realizzazione di attività comuni di promozione, comunicazione e valorizzazione. Tra gli obiettivi del nuovo accordo figurano la possibilità di garantire orari il più possibile coordinati, lo sviluppo di nuovi strumenti digitali e cartacei, la realizzazione di un portale unico e una comunicazione condivisa, così da accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta del patrimonio culturale distribuito nei sei territori. Un patrimonio che comprende anche opere di artisti di grande rilievo. Nelle chiese e nei musei della rete sono custodite infatti opere di Marcovaldo, Ambrogio Lorenzetti, Masaccio, Neri di Bicci e Andrea del Verrocchio, capolavori inseriti all’interno di un paesaggio ricco di testimonianze storiche e architettoniche. Il Sistema intende raccontare queste presenze non come realtà isolate, ma come parti di un unico patrimonio territoriale.

«Quello compiuto dai Comuni del Chianti e del Valdarno, per una popolazione complessiva di oltre novantamila abitanti – ha sottolineato Roberto Ciappi, sindaco di San Casciano in Val di Pesa, ente capofila – dimostra cosa e quanto possono fare i Comuni per la cultura. I nostri musei sono molto più di contenitori di opere d’arte: sono spazi pubblici, motori sociali e luoghi capaci di raccontare le radici delle nostre comunità e di avvicinare all’arte cittadini, visitatori e nuove generazioni». «Il rafforzamento della rete – ha aggiunto Lucia Bencistà, direttrice e responsabile scientifica del Sistema – permette di ottimizzare le risorse e valorizzare il bene culturale come patrimonio della comunità. I musei, condividendo obiettivi e finalità, diventano un unicum aperto al territorio e un laboratorio capace di produrre idee e coinvolgere cittadini, turisti, famiglie, associazioni e scuole». Un’attenzione particolare viene riservata anche alle nuove generazioni e alla cultura digitale. Grazie a un finanziamento del Fondo sociale europeo FSE+ 2021-2027, nell’ambito del bando «Giovani professionisti crescono nei musei», tre giovani tirocinanti stanno lavorando all’interno dei musei della rete. Le loro attività riguardano in particolare la didattica museale, il restauro, la storia dell’arte e la comunicazione digitale.

Sono otto i musei che compongono il Sistema. Ne fanno parte il Museo “Giuliano Ghelli” di San Casciano in Val di Pesa, l’Antiquarium di Sant’Appiano e il Museo d’arte sacra di Barberino Tavarnelle, l’Antica Spezieria Serristori di Figline e Incisa Valdarno, il Museo “San Francesco” di Greve in Chianti, il Museo Masaccio d’arte sacra e il Museo d’arte sacra dell’Abbazia di Vallombrosa di Reggello, oltre alla Pieve di San Leolino a Rignano sull’Arno. Alla rete museale si aggiungono inoltre quindici luoghi di interesse culturale e otto aree archeologiche distribuite nei sei Comuni. Un patrimonio ampio e articolato che costruisce un vero e proprio itinerario diffuso tra Chianti e Valdarno fiorentino, mettendo in relazione arte, storia, paesaggio e identità locali. Con il rinnovo della convenzione fino al 2030, il Sistema punta dunque a rafforzare una collaborazione già consolidata e a trasformare sempre più la pluralità dei luoghi e delle testimonianze presenti sul territorio in un’unica proposta culturale, capace di parlare ai residenti e, allo stesso tempo, di attrarre visitatori e nuove generazioni.

Loading

Articoli correlati