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Coppia omogenitoriale dalla provincia di Arezzo a Bologna per consentire al piccolo Noah di vedersi riconosciuto nell’atto di nascita

Foto La Nazione

Pierfilippo e Nino sono una coppia omogenitoriale e hanno dovuto lasciare la provincia di Arezzo per consentire al piccolo Noah di vedersi riconosciuto nell’atto di nascita. La storia, raccontata questa mattina dal quotidiano La Nazione, parte dall’aretino per arrivare fino a San Lazzaro di Savena, comune alle porte di Bologna, dove è stato redatto il documento. In Toscana non era avvenuto. E’ stata la stessa sindaca della cittadina felsinea a spiegare cosa è accaduto. “Noah fino ad oggi per il nostro Paese non esisteva – spiega Isabella Conti, prima cittadina – nessuna trascrizione del suo atto di nascita, nessuna residenza. Un fantasma nel nostro ordinamento. Quando Pierfilippo e Nino, i suoi genitori, mi hanno raccontato la loro storia, non mi è stato possibile restare indifferente”.

Dalle parole si è quindi passati ai fatti e il bambino è stato registrato regolarmente con il suo nome e con entrambi i suoi genitori. “Oggi nel nostro Paese – ha aggiunto il sindaco sulle colonne de La Nazione – i figli delle coppie omogenitoriali subiscono una contrazione dei loro diritti che può condannarli per sempre a non avere tutele e a non poter far valere il proprio status di figli nei confronti di coloro che hanno deciso di farli venire al mondo. Questo perché ad oggi l’unico strumento attraverso il quale un genitore intenzionale può riconoscere un figlio è quello dell’adozione in casi particolari, istituto giuridico assolutamente inidoneo, sia perché nasce per disciplinare esclusivamente aspetti economici tra adottante e adottato, sia perché per ottenere la pronuncia del tribunale passano anni”.

Nel caso di Noah per far valere i propri di diritti e ottenere un atto di nascita è servito il trasferimento dalla provioncia di Arezzo, cosa che è puntualmente avvenuta. “Oltre alla riflessione giuridica però, che per deformazione professionale considero sempre prioritaria – ha concluso Isabella Conti – mi è stata di conforto culturale e morale l’enciclica Amoris Laetitia di Papa Francesco. Penso che noi tutti dovremmo scegliere la strada che metta al centro i più fragili e cioè i bambini, prevedendo per loro la massima tutela possibile, e dunque la doppia tutela genitoriale, così come previsto dalla nostra Costituzione”.

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