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Area ex Bekaert. Il Prc chiede al Comune e alla Asl di accertare lo stato della struttura

Un accertamento del Comando di Polizia Municipale di Figline Incisa su eventuali condizioni di pericolosità ambientali e  una indagine sanitaria approfondita da parte dell’azienda sanitaria sull’area ex Bekaert. A chiederlo il circolo del Valdarno Fiorentino del partito di Rifondazione Comunista, che ha anche “invitato” l’amministrazione Mugnai a chiarire se sono previste variazioni urbanistico/edilizie del sito. Il Prc ha inoltre chiesto a tutti i soggetti privati e istituzionali coinvolti che venga definita con urgenza la destinazione della struttura Bekaert che, come noto, si trova a pochi passi dal centro storico e dall’abitato di Figline. “Destinazioni – ha aggiunto –  di cui le istituzioni pubbliche devono farsi carico, se necessario anche acquisendo l’area con i nuovi fondi europei per rimetterla a disposizione  dei cittadini e di un territorio che ha un gran bisogno, ad esempio, di spazi sanitari e sportivi pubblici, fermo restando la necessità di piena occupazione e di diritto a reddito stabile e degno, per gli oltre 100 lavoratori ex Bekaert attualmente in Naspi”.
Dopo il presidio pubblico del 5 dicembre 2021,. organizzato insieme alle altre forze politiche della sinistra figlinese, rifondazione comunista ha chiesto ad Arpat delucidazioni sulla situazione ambientale dell’area dismessa.
“Il 5 aprile scorso abbiamo ricevuto dall’agenzia ambientale la risposta alla nostra richiesta sulla bonifica dell’area industriale – ha spiegato il Prc – Chiedevamo in particolare di verificare se altre misure della qualità di acque e terreni fossero state fatte più recentemente e se lo stato d’abbandono in cui versa l’ex stabilimento possa configurarsi come una variazione delle condizioni ambientali. L’Arpat – ha aggiunto rifondazione – ci ha risposto che non risultano analisi delle acque e dei terreni successive a quelle già menzionate, che rientravano nel progetto di bonifica. e ha riconosciuto la giustezza della nostra affermazione per la quale, in caso di variazioni delle condizioni ambientali e antropiche, il responsabile dell’immobile debba elaborare una nuova analisi di rischio”. Analisi che, per i comunisti, spettano ad Asl e Comune.

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