Prosegue il tour di presentazioni di Storia segreta del caso Moro. Dall’operazione Fritz all’enigma Pacepa, il volume dell’autore montevarchino Stefano Romei, con prefazione di Guido Salvini, pubblicato nei mesi scorsi dalla casa editrice All Around. Dopo la tappa romana alla Fondazione sul Giornalismo Italiano “Paolo Murialdi” e quella torinese al Salone Internazionale del Libro, il libro approderà in Toscana, a Montevarchi, domenica 13 settembre alle ore 17.30, nella prestigiosa e storica sede del Circolo Stanze Ulivieri. Ad aprire il dibattito i saluti di Elisabetta Benini, presidente del Circolo Stanze Ulivieri. Stefano Romei dialogherà quindi con tre figure di rilievo nazionale: il professor Tommaso Nannicini, già senatore e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; il professor Valdo Spini, già deputato e ministro, nonché presidente della Fondazione Circolo Rosselli (Spazio QCR); e Federico Zatti, giornalista e autore Rai, che nel 2026 ha pubblicato per Edizioni Piemme il volume Il disegno. La mappa che riscrive il caso Moro. A moderare l’incontro sarà Giulia Bartalozzi, responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Accademia dei Georgofili.
La presentazione montevarchina arriva in un momento di particolare attualità, alla luce della recente riapertura del dibattito nazionale sul caso Moro. Al centro delle nuove discussioni c’è anche l’ordinanza del GIP di Roma Francesco Patrono, relativa al fascicolo aperto sulle cosiddette “terze presenze” in via Fani. Il giudice ha accolto le tesi degli avvocati Nicola Brigida e Guido Salvini, che si erano opposti alla proposta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero, concedendo ulteriori sei mesi di tempo per consentire il completamento delle indagini. È proprio dalla cosiddetta operazione Fritz che prende le mosse la prima parte del libro di Stefano Romei, dedicata a una ricostruzione storica nella quale, secondo l’autore, emergerebbero numerosi indizi e riscontri relativi alla presenza di “terze forze”. In particolare, il volume analizza il possibile concorso operativo e logistico della formazione tedesca Rote Armee Fraktion, la RAF, al fianco delle Brigate Rosse, sia nella fase della pianificazione sia in quella dell’esecuzione del rapimento di Aldo Moro.

Tra gli elementi messi in evidenza da Romei ci sono le analogie tra il sequestro dello statista democristiano e quello di Hans-Martin Schleyer, presidente degli industriali tedeschi, realizzato dalla RAF. Secondo l’autore, a colpire sono in particolare le impressionanti similitudini nella modalità operativa e l’utilizzo, in entrambi i casi, della tecnica di guerriglia dei cosiddetti “cancelletti”. Elementi che, nella ricostruzione proposta nel volume, suggerirebbero l’esistenza di un livello di addestramento militare particolarmente qualificato, che le Brigate Rosse non possedevano, come avrebbero ammesso loro stesse. La seconda parte del libro sposta invece l’attenzione su una chiave di lettura internazionale del caso Moro, attraverso una serie di elementi che, secondo l’autore, consentirebbero di ricomporre diverse tessere di un più ampio mosaico legato agli equilibri della Guerra fredda.

In questa prospettiva assume un ruolo centrale la figura del generale della Securitate romena Ion Mihai Pacepa, numero due del DIE, il servizio di intelligence esterna della Romania, e braccio destro del dittatore Nicolae Ceaușescu. Pacepa fuggì improvvisamente in Occidente nell’estate del 1978, pochi mesi dopo il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro. Una fuga che, come sottolinea Romei, rappresenta ancora oggi un vero e proprio enigma, considerando la posizione apicale di potere occupata dal generale e le cause della sua decisione, mai completamente chiarite. Secondo la ricostruzione dell’autore, il volume colma inoltre una lacuna storica nel panorama italiano, riportando l’attenzione sull’importanza di Pacepa negli equilibri strategici della Guerra fredda e sulle rivelazioni contenute nel capitolo 23 del suo libro Red Horizons. In particolare, Romei richiama le informazioni riferite attraverso il suo omologo jugoslavo Silvo Gorenc, con riferimento ad Aldo Moro, alle Brigate Rosse e al fallimento della trattativa tra Tito e Ceaușescu. La presentazione di Montevarchi sarà quindi l’occasione per approfondire una delle pagine più controverse e complesse della storia italiana contemporanea, intrecciando la vicenda del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro con le ipotesi sulle presunte presenze esterne, l’attività delle organizzazioni terroristiche internazionali e gli equilibri geopolitici della Guerra fredda.
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