Fimer. Sarà un 8 settembre di attesa. Greybull dovrà versare 5 milioni di euro

Domani potrebbe essere il giorno della ripartenza. Le maestranze di Fimer intravedono uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Sono stati illusi innumerevoli volte in questi due anni di passione, ma la svolta potrebbe essere proprio dietro l’angolo. Entro la giornata di domani si saprà se McLaren Applied – Greybull Capital staccherà o meno l’assegno iniziale da 5 milioni di euro, una piccola iniezione di liquidità che consentirà di far ripartire gli ingranaggi del colosso del fotovoltaico, che altrimenti rischia davvero di spegnersi. Poi, superato l’8 settembre, nel giro di una decina di giorni il Tribunale di Milano si pronuncerà in merito all’ammissione o meno del concordato. McLaren Applied si è detta pronta ad erogare la somma in qualsiasi momento, a patto che Cda e soci facciano la loro parte in questo delicato percorso. Novità potrebbero dunque arrivare in qualsiasi momento.
Per i dipendenti toccherà stare ancora con il fiato sospeso, in attesa di un lieto fine in grado di archiviare lunghi mesi di sofferenze. Mesi che hanno messo a dura prova la tenuta sia fisica che mentale dei lavoratori. Basti pensare alle continue giravolte dello scorso mese di luglio, quando in sole 24 ore arrivò prima la notizia che i potenziali acquirenti di Greybull/McLaren, valutati positivamente da lavoratori e organizzazioni sindacali, avevano raggiunto un accordo «vincolante ed esclusivo» con gli azionisti di Fimer. Dopo poco, invece, a stretto giro di posta due membri del consiglio di amministrazione rimasti annunciavano un accordo con il fondo Clementy.

Il tempo dei colpi di scena sembra ormai essere alle spalle, ma tutti, dai sindacati alle istituzioni, promettono che continueranno a vigilare sulle sorti dell’azienda leader nel campo degli inverter.McLaren Applied, con il supporto di Greybull Capital, si è impegnata circa due settimane fa ad acquisire il 100% di Fimer a fronte di un investimento di 50 milioni di euro orientato a sostenere il rilancio della fabbrica con sede operativa a Terranuova Bracciolini. L’accordo prevede un conferimento iniziale di 5 milioni, subito dopo l’autorizzazione da parte del tribunale di Milano. All’accettazione della procedura concordataria seguirà un ulteriore conferimento di 5 milioni di euro, mentre i rimanenti 40 milioni di euro verranno apportati alla chiusura del concordato.

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