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Allarme meningite in Toscana. Mugnai. “La Regione non sa come arginare il fenomeno”

Cinquanta casi dall’inizio del 2015 ad oggi, di cui quarantuno da meningococco C e dieci morti. Sono numeri allarmanti quelli della meningite in Toscana. Un fenomeno in preoccupante crescita, tanto che il vice presidente della commissione sanità del consiglio regionale, il valdarnese Stefano Mugnai, ha parlato senza mezzi termini di contagio e di una propagazione della malattia che la Regione non sa come arginare. “La Saccardi – ha detto Mugnai – si affida al ‘pellegrinaggio’ a Roma che, stante il contesto giubilare, chissà che non rechi alla Toscana maggiore efficacia delle azioni finora messe in campo dalla giunta regionale. L’ammissione di incompetenza dell’assessore rispetto a questo problema arriva tardiva ma necessaria”, ha incalzato l’esponente azzurro, che ha poi sottolineato come le azioni e gli appelli alla vaccinazione arrivino sempre un momento dopo rispetto al progredire del contagio. La Regione ha sempre affermato che i vaccini ci sono per tutti. “Ma dai territori – ha aggiunto Mugnai – piovono segnalazioni sull’impossibilità a prenotare un appuntamento per sottoporsi a profilassi. Ora si sa che si sta cercando di importare dosi dall’estero perché qui scarseggiano”. Riguardo poi la qualità dei farmaci, il vice presidente della commissione sanità ha ricordato come alcuni medici si siano rifiutati di somministrare dosi con scadenze troppo ravvicinate. Intanto, è arrivato il primo caso di un giovane che ha contratto il virus malgrado fosse vaccinato. “Vanno fatti i richiami, dicono adesso. L’improvvisazione è più di un’impressione – ha aggiunto il consigliere – E sulla salute delle persone non ci vorrebbe mai, men che meno quando si ha a che fare con virus potenzialmente letali o comunque capaci di produrre danni permanenti nelle persone”. Mugnai ha poi concluso con un paradosso. I volontari del 118, ovvero chi fa soccorso d’emergenza, non sono tra coloro a cui viene somministrato gratuitamente il vaccino. E ciò malgrado, per legge, questi preziosi operatori siano parte integrante del sistema sanitario regionale toscano. “Assurdo – ha concluso l’esponente di Forza Italia – Le dosi di vaccino ci saranno pure per tutti, come asserisce Saccardi, e allora che ci siano anche per loro. Soprattutto per loro, visto che sono in prima linea nel contatto col virus”.

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